Romeo espande la flotta: “Ordinata in Giappone la nuova mega portarinfuse”
Nova Marine Carriers è una delle principali società armatoriali italiane e tra i player più importanti al mondo nel suo segmento: le rinfuse
L'armatore Vincenzo Romeo
Lugano – Una nuova nave da 40 mila tonnellate, questa volta però sarà made in Japan. «Perché costruiscono bene e a noi serve una unità di grandi dimensioni che sia pronta per i carburanti green». Vincenzo Romeo guida Nova Marine Carriers, una delle principali società armatoriali italiane e tra i player più importanti al mondo nel suo segmento: le rinfuse. Cemento, acciaio, granaglie sono i prodotti in cui è tra i leader del trasporto marittimo in Europa, Atlantico e Medio Oriente. Le sue navi, tra l’altro, caricano anche la ghiaia che serve per la costruzione della nuova Diga di Genova e al capoluogo è legato anche attraverso il socio, la Duferco guidata dal manager ligure Antonio Gozzi.
«Il 2023 è stato un anno positivo – spiega al Secolo XIX – in cui siamo cresciuti non solo per il bilancio, ma anche sul fronte della flotta». E il piano è in costante aggiornamento: il maxi ordine cinese da 18 navi, siglato nel 2018, è stato rivisto («I prezzi purtroppo si sono alzati: avevamo strappato ottime condizioni, ma ora il mercato è cambiato») e Romeo ha deciso di puntare sulla qualità giapponese con una nuova nave portarinfuse: «Servono anche unità di grandi dimensioni per cogliere appieno le opportunità del nostro piano strategico».
La bulk carrier è progettata nell’ottica delle nuove norme sull’ambiente, ma soprattutto sarà schierata a rinforzo delle rotte più proficue. «In questo momento il West Africa è una delle aree in cui stiamo crescendo in modo più marcato. Ci sono grandi opportunità. Da lì poi è facile raggiungere il Sud America con la nostra flotta. In Brasile e in più in generale in quell’area stiamo realizzando ottime cose e vogliamo continuare a farlo». Romeo non nasconde che il Canale di Suez bloccato e la crisi del Mar Rosso qualche problema logistico lo stanno causando al settore dello shipping, ma l’analisi dell’armatore è diretta più all’economia reale che al trasporto marittimo in senso stretto: «Mi preoccupa l’inflazione – spiega – Alla fine l’economia la fanno i consumatori e se non possono più permettersi di acquistare alcuni prodotti, beh, l’impoverimento anche produttivo è la naturale conseguenza».
Mercato in salute
Intanto il mercato delle rinfuse continua a fornire risultati economici soddisfacenti e la prospezione sui primi sei mesi del 2024 sembra comunque confermare i segnali positivi, anche se «questo anno sarà pieno di sfide, ma stiamo preparando la flotta e il nostro gruppo a navigare anche in queste acque». Il piano di espansione, infatti, non si ferma e comprende anche l’acquisto di una nuova barge per la logistica fluviale nel Nord Europa, il focus sul terminal di Rotterdam («Facciamo ottimi numeri») e la raccolta di risultati a Ravenna dove Romeo è partner di Sapir nella gestione di una società di logistica. «L’Italia rimane centrale per noi e nonostante la crisi dell’ex Ilva, il nostro Paese continua a produrre acciaio di qualità, con metodi innovativi anche rispetto agli altri competitor. Lo stesso vale per il cemento: siamo qualitativamente tra i primi al mondo».
La flotta dell’armatore conta adesso su 22 unità fra le 30 e le 40 mila tonnellate che saranno affiancata nel 2026 dalla nuova nave made in Japan. A una flotta di bulk carrier di minori dimensioni si affiancano poi le 36 cementiere che operano nell’altro altro ramo di business di Nova Marine Carriers. Per una flotta complessiva di un centinaio di navi sotto il controllo della società. «E ora – conclude Romeo – siamo impegnati in una nuova sfida che si focalizza nella logistica delle rinfuse integrando verticalmente mare-terra». —
I commenti dei lettori