Augusto Cosulich: “Acciaio, prua sull’ex Ilva in Piemonte. Con Profilmec integrazione perfetta”
L’armatore guida un gruppo costituito da 133 società per un fatturato che veleggia tra 2 e 2,5 miliardi di euro, a fronte di un Ebidta di 40 milioni. Quasi 170 anni di storia e 2.500 dipendenti in 27 Paesi diversi
di Alberto Quarati
Uno dei reparti della Profilmec, partecipata da Cosulich attraverso la holding Trasteel. La fabbrica è vicina all’ex Ilva di Racconigi
Genova – Ben saldo all’ombra della Lanterna, è al vertice di un gruppo costituito da 133 società per un fatturato che veleggia tra 2 e 2,5 miliardi di euro, a fronte di un Ebidta di 40 milioni. Quasi 170 anni di storia e 2.500 dipendenti in 27 Paesi diversi.
Augusto Cosulich è noto per essere il socio storico della cinese Cosco in Italia, il rappresentante di compagnie di navigazione in tutto il mondo, l’armatore - secondo la tradizione della sua famiglia - di una flotta in crescita (18 navi tra bettoline, Gnl e rinfusiere). Ma la verità è che dalle assicurazioni al catering, non c’è un settore dello shipping in cui la F.lli Cosulich non abbia una pedina.
E poi c’è l’acciaio: con la vostra quota del 37% in Trasteel starete seguendo con grande attenzione le vicende dell’ex Ilva.
«Sì, noi siamo tra le aziende che hanno presentato manifestazione d’interesse per uno stabilimento in particolare di Accierie d’Italia, quello di Racconigi, in provincia di Cuneo. La nostra manifestazione è stata presentata insieme ai gruppi Marcegaglia ed Eurisider, per diversi buoni motivi. Questo stabilimento infatti produce tubi neri, che sono quelli che servono per trasportare sostanze liquide o gassose. E si trova proprio di fronte alla Profilmec, azienda che abbiamo acquisito attraverso la Trasteel nel 2022. Profilmec è un riferimento del settore in Italia, ha più di 400 dipendenti, produce una grande varietà di tubi da mobilio, profilati in acciaio. Insomma, l’integrazione sarebbe perfetta. Ma ovviamente dobbiamo attendere la nuova proprietà dell’ex Ilva. Se, come è possibile, il prossimo azionista manterrà solo le attività core, dismettendo le altre che pure sono di grandissimo valore, noi per quanto riguarda Racconigi siamo certamente interessati».
Da cinque anni siete anche produttori di acciaio. Ma già prima vi occupavate della logistica della Metinvest, poi la guerra in Ucraina.
«A Piombino saremo i gestori della banchina dell’impianto che Metinvest realizzerà con Danieli, siamo in attesa della firma dell’accordo di programma. Per quanto riguarda la guerra, speriamo solo possa terminare presto».
A Genova il governatore Marco Bucci ha rimesso sul tavolo la revisione dell’Accordo del 2005. Sareste interessati a delle aree a Cornigliano?
«Fortemente interessati. Avevamo a suo tempo presentato manifestazione d’interesse per attività logistiche, in particolare quelle legate alla Trasgo, la società di logistica che abbiamo acquisito proprio all’inizio dello scorso anno in partnership con la Cosco, attraverso la nostra joint venture Coscos. Si tratta di un’azienda che ha 13 magazzini in tutta Italia per 350 mila metri quadrati, fa la logistica per Enel, Mirato, Lavazza, generi di consumo in generale. Francamente, è in grado di riempire qualunque spazio. Così come parte di quelle aree potrebbero essere funzionali all’attività di importazione delle auto cinesi, per espandere l’attività avviata a Vado Ligure con la società Xca nella Vehicle Logistic Vado, dove allo stato attuale gli spazi sono limitati».
Avete avuto incontri recenti sul tema con il Comune o la Regione?
«Recentemente no, assolutamente. Penso che anche qui tutto dipenda dalla vendita di Acciaierie d’Italia, deciderà il nuovo proprietario: Jindal o chi per esso. Certo, il tema di uno sviluppo di aree portuali ritagliate nel complesso dell’ex Ilva sarebbe uno di quei temi in cui servirebbe un presidente di Autorità portuale nel pieno dei suoi poteri, e in grado di esercitare questi poteri per decidere. Sì, insomma, un decisionista: per la vicenda ex Ilva, come per i tanti dossier aperti, come quelli di Spinelli. Mi permetto di dirlo perché come Cosulich a Genova non abbiamo concessioni, parlo quindi per quello che sono: un cliente del porto. E otto mesi senza una presidenza si stanno facendo sentire». —
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