Lavoratori licenziati dalla Maersk a Genova, i vertici aziendali non si presentano in Comune
Per tre dipendenti si andrà alla conciliazione, per un quarto a trattativa privata. L’assessore Mascia chiede anche un tavolo per rivedere gli spazi a disposizione di Nuovo Borgo Terminal, che interferito dai lavori per la Diga minaccia di licenziare 10 e più persone
Un presidio dei lavoratori Maersk di Genova (foto d'archivio)
Genova – Passi che non sia presentato l’amministratore delegato Vincent Clerc, o il rappresentante del gruppo per l’Europa Simon Bergulf, come era negli inviti diramati dall’assessore al Lavoro del Comune di Genova, Mario Mascia, ma oggi all’incontro sui lavoratori licenziati dalla Maersk alla fine di gennaio non c’era proprio alcun esponente della compagnia di navigazione, a partire dal capo del Personale e responsabile del Centro-Sud Europa, Rachele Izzo, e questo, commenta Mascia “nonostante l’our employees sia uno dei valori fondanti di Maersk: non si sono presentati, né si sono collegati via web all’incontro fissato nel mio ufficio, per rimediare al modo in cui sono stati licenziati in tronco quattro lavoratori. Questo precedente tutt'altro che edificante - dice l’assessore - crea inquietudine in tutta la comunità dei lavoratori genovesi della Maersk. I tre dipendenti con maggiore anzianità di servizio (25, 20 e 18 anni di onorata attività) sono stati invitati a un incontro di conciliazione previsto per giovedì di questa settimana all’ispettorato territoriale del Lavoro, mentre per il quarto lavoratore, con “soli” otto anni di servizio, si aprirà una trattativa privata. In ogni caso, davanti a questi lavoratori si sta spalancando la voragine della disoccupazione e della necessità di ripensare da zero il futuro proprio e delle loro famiglie. Nessuno può astenersi da stigmatizzare simili procedure di licenziamento che, pur formalmente legittime, sostanzialmente e umanamente si traducono in una sorta di esecuzione sommaria dei lavoratori».
Il cantiere della Diga e la minaccia di licenziamentio della Nbtc
Questa mattina Mascia ha inoltre incontrato le sigle sindacali e i rappresentanti dell’azienda Nuovo Borgo Terminal Container: “In vista del sopralluogo di domani, organizzato da Autorità di sistema portuale al Sesto modulo del porto di Pra’ per rendere noti a tutti i soggetti interessati, compresa Nbtc, i limiti spaziali delle aree di rispettiva competenza, ci è stato rappresentato che un'eventuale perimetrazione di queste aree comporterebbe di fatto la sottrazione, all'ambito di operatività della Nbtc di ulteriori 1.500 metri quadrati rispetto ai 7.500 già persi con la revoca della concessione del 2022 - dichiara l’assessore -. Questa delimitazione comporterebbe infatti la necessità per questa azienda di arretrare l'area di manovra dei mezzi di ulteriori 1.500 metri quadrati, ad ulteriore detrimento dell'attività logistica e produttiva in senso stretto, stante l'esigenza di garantire non solo i margini di movimentazione dei container da parte dei mezzi di trasporto propri e di terzi, ma anche e soprattutto la sicurezza e la salute dei suoi lavoratori. In più - continua Mascia -questo comporterebbe, oltre agli esuberi già in itinere di 10 lavoratori, la possibilità di sortirne ulteriori, stante la riduzione degli spazi concretamente destinati all'attività logistico-produttiva. Auspichiamo che tali indesiderate conseguenze vengano scongiurate e comunque preventivamente vagliate in sede di convocazione da parte dell’Autorità portuale di un incontro ad hoc con azienda, sindacati e Consorzio PerGenova Breakwater che ci risulta essere stato preventivato già a gennaio con tanto di verbale, con l'opzione di estendere nell’immediato di almeno 2.500 metri quadrati la concessione di Nbtc già prorogata fino all’ottobre di quest’anno, in modo da preservare dagli esuberi gli attuali lavoratori e garantire la continuità produttiva dell’azienda, anche alla luce delle contromisure già anticipate dalle sigle sindacali nel caso si arrivasse ad un’eventuale riperimetrazione. Chiediamo quindi all’Autorità di sistema portuale di portare allo stesso tavolo Nbtc, PerGenova e le organizzazioni sindacali per assumere le determinazioni meglio viste”.
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