Il Milleproroghe salva i marittimi: niente maxi-code in Capitaneria
L’idea era nata nel 2020, su proposta delle Capitanerie di porto, per evitare gli assembramenti negli uffici all’epoca del Covid: l’arruolamento dei marittimi diretto, su chiamata da parte del comandante della nave, dell’armatore o di un suo procuratore
Alberto Quarati
Un marittimo al lavoro a bordo di una nave
Genova – L’idea era nata nel 2020, su proposta delle Capitanerie di porto, per evitare gli assembramenti negli uffici all’epoca del Covid: l’arruolamento dei marittimi diretto, su chiamata da parte del comandante della nave, dell’armatore o di un suo procuratore.
Ora, salvo casi particolari, come è noto a chiunque l’assunzione in un’azienda privata non implica generalmente il passaggio per i pubblici uffici. Ma non per i marittimi delle compagnie di navigazione italiane: è uno dei tanti retaggi del Codice della navigazione, che ormai ha superato anche la boa degli 80 anni di età e che a sua volta recepiva norme ottocentesche.
Secondo la norma, l’assunzione deve essere fatta in Capitaneria di porto, all’ufficio Gente di Mare, celebrato dall’ufficiale incaricato alla presenza di due testimoni, con generalmente una lunga coda, al di là della porta, di altre persone che aspettano la celebrazione di questo rito.
Proprio per questo cinque anni fa il governo giallorosso introdusse la possibilità che l’assunzione potesse essere presa in carico dal comandante, dall’armatore o da un procuratore, salvo poi regolarizzare la posizione del marittimo anche con modalità digitale.
Il presupposto era (ed è): se il comandante sulla nave è il rappresentante della compagnia, e ha poteri così vasti da poter celebrare i matrimoni, possibile che non possa avere anche quello di formalizzare le assunzioni del proprio equipaggio? Il meccanismo si è rivelato così agile che nei fatti venne prorogato dai governi successivi attraverso il decreto Milleproroghe.
Ma alla fine dello scorso anno, ecco che nel cantiere del decreto una manina cancella l’emendamento al testo. Così, come ricordato ai primi di gennaio da diverse Capitanerie alle agenzie marittime sul territorio, la scadenza dell’arruolamento diretto è finita il 31 dicembre 2024.
E subito sono tornate le code agli uffici della Gente di Mare, e parecchi messaggi allarmati alle associazioni di categoria. Anche perché la mancanza di questa norma, che ormai tutti davano per scontata, rappresenta proprio una di quelle limitazioni burocratiche che rendono la bandiera italiana meno competitiva rispetto ad altre bandiere, anche comunitarie, come ad esempio quella di Malta. Assarmatori come Confitarma hanno fatto pressing perché il Milleproroghe non uscisse senza l’arruolamento diretto, e in effetti in sede di conversione del decreto un emendamento al Senato di Fratelli d’Italia (Etel Sigismondi, Marco Lisei insieme al ligure Gianni Berrino) ha salvato la situazione, almeno fino alla fine di quest’anno.
«Siamo soddisfatti dell’esito finale della vicenda - commenta il presidente di Assarmatori, Stefano Messina -. Quello che chiediamo adesso è che diventi strutturale all’interno del nostro ordinamento: risulta infatti già inserita nell’ambito del più ampio processo di semplificazione normativa anche in Parlamento, attraverso la presentazione di disegni di legge in tal senso».
«La semplificazione - aggiunge Luca Sisto, direttore generale di Confitarma - si è rivelata un importante passo avanti per il settore e ha ottenuto il consenso unanime dell’intero cluster marittimo. Nel corso del 2025, sarà fondamentale lavorare per approvare una modifica strutturale al Codice della Navigazione, che renda permanente questa misura e migliori ulteriormente l’efficienza del nostro sistema».
Il cantiere per rendere la misura permanente è aperto su almeno tre fronti: l’arruolamento diretto è previsto nel disegno di legge Malan, al Senato; in un decreto Semplificazioni attualmente allo studio del governo; in un disegno di legge di riordino della materia presso il Cipom, il Comitato interministeriale per le Politiche del mare a Palazzo Chigi. Sempre che non ci sia bisogno di un altro Milleproroghe a fine anno.
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