Premuda, i manager diventano soci: “Così continueremo a fare crescere l’azienda”
La mossa di Marco Fiori e Enrico Barbieri. Pillarstone rimarrà co-azionista
Marco Fiori
Genova – Da una crisi che rischiava di diventare irreversibile al riassetto definitivo, con l’uscita di scena delle banche (Bper, Unicredit e Intesa Sanpaolo) e un’operazione di management buyout che non ha precedenti nella storia dello shipping italiano. Premuda, compagnia marittima genovese con 118 anni di storia alle spalle, dal 2017 sotto la gestione di Pillarstone (affiancato all’epoca dal fondo di private equity Kkr), cambia pelle e lo fa grazie alla mossa dei suoi top manager, capitanati dal ceo Marco Fiori e dal cfo Enrico Barbieri, che diventano soci dell’azienda con l’obiettivo di fare tornare a crescere una delle flotte più prestigiose dell’armamento italiano. «È un’operazione di cui sono particolarmente orgoglioso – dice Fiori al Secolo XIX – Premuda è un brand storico e, lasciatemelo dire, avere contribuito al suo salvataggio e al consolidamento della sua reputazione, dopo avere superato momenti molto difficili, è qualcosa di davvero eccezionale. Il rapporto con Pillarstone? Credo che loro abbiano dato molto a Premuda, così come noi li abbiamo aiutati ad agire nel migliore dei modi in un settore, lo shipping, che necessita di professionalità, visione, coraggio e nervi saldi. Abbiamo scritto insieme una storia di successo che, ne sono certo, ha contribuito a rafforzare l’immagine sia del soggetto armatore sia del socio finanziario».
Secondo Fiori, già amministratore delegato del gruppo d’Amico con una lunghissima esperienza nel mondo della finanza, la “nuova” Premuda – delistata con l’arrivo di Pillarstone e attualmente a capo di una flotta di 9 tanker e 4 bulker, a cui si aggiungeranno entro fine anno due product tanker ecodesign - dovrà puntare necessariamente sullo sviluppo delle attività: «Valuteremo opzioni come la quotazione o a un reverse merger. Di sicuro non ci fermiamo qui. In questi anni abbiamo lavorato molto sul marchio. Le relazioni strategiche, sia commerciali che finanziarie, ci stanno permettendo di guardare con fiducia al futuro, in un contesto globale complesso, caratterizzato da instabilità geopolitica, evoluzioni normative e una crescente attenzione alla sostenibilità ambientale».
Uno scenario che rende difficile fare previsioni, anche se - sottolinea Fiori - «lavoriamo in settori che difficilmente saranno messi a rischio dalle minacce geopolitiche». «Quella di Premuda è una delle storie di turnaround più significative del panorama industriale italiano degli ultimi anni», è l’analisi di Gaudenzio Bonaldo Gregori, ceo di Pillarstone. «Quando siamo entrati nel capitale, la situazione era critica. Abbiamo scelto un approccio attivo e mirato, unito ad una strategia di consolidamento, senza limitarci ad attendere la ripresa del mercato, ma intervenendo direttamente con un piano di turnaround industriale, che ha consentito di generare un importante recupero di valore per tutti gli stakeholders coinvolti. Nonostante le difficoltà, incluso il periodo della pandemia, Premuda è oggi una realtà solida. Siamo orgogliosi del percorso fatto insieme e impazienti di accompagnare il management nei prossimi obiettivi di crescita». —
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