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Per Brodosplit 4 portacontainer a Lng

Roma - Il cantiere: «È una nicchia di mercato destinata a crescere»

Alberto Ghiara
3 minuti di lettura

Roma - I cantieri croati Brodosplit di Spalato hanno cominciato a costruire quattro portacontainer dual fuel a Lng (gas naturale liquido) da 2 mila teu di capacità. E’ il secondo ordine di questo tipo nel mondo, dopo l’americana “Isla Bella”, e il primo in Europa, nel settore container. La notizia arriva poche settimane dopo l’annuncio della messa a riposo di una nave di classe Tripla E da 18 mila teu. Si sta avverando la “profezia” di Martin Stopford? Un anno e mezzo fa il vicepresidente di Clarksons research services (Crs) aveva annunciato la fine dell’era delle meganavi, prevedendo che il futuro sarebbe stato piuttosto delle navi intelligenti (vedi “L’Avvisatore Marittimo” del 21 febbraio 2014). Il fattore qualità avrebbe prevalso sulla quantità. Per un anno l’industria dello shipping ha fatto orecchie da mercante ed è andata in un’altra direzione. Se allora viaggiavano navi da 18 mila teu, oggi sono operative unità da oltre 19 mila e i cantieri ne stanno costruendo da oltre 20 mila.

Negli ultimi mesi, però, il vento è, almeno in parte, cambiato. Alla fine di settembre Diego Aponte, amministratore delegato della compagnia Msc che opera la portacontainer più grande del mondo, ha chiesto ai suoi colleghi di fermare la corsa al gigantismo evitando di piazzare nuovi ordini, almeno finché il mercato dei noli non si sarà riequilibrato. E Maersk ha ritirato una meganave dal servizio per sei settimane. Le navi a riposo sono raddoppiate in due mesi, da 500 mila a settembre fino a superare il milione questa settimana, come certificano i dati di Alphaliner. Soltanto le piccole portacontainer fra mille e 2 mila teu sono in controtendenza. Il numero di quelle dismesse è sceso leggermente. Sarà un caso, ma è all’incirca il segmento su cui stanno puntando i costruttori di portacontainer a Lng. A cominciare è stata la compagnia americana Tote con due unità di una nuova classe, denominata Marlin, da 3.100 teu di capacità, ordinate ai cantieri Nassco di San Diego, in California. La prima, “Isla Bella”, è stata consegnata lo scorso 15 ottobre. La seconda sarà pronta al principio del 2016. La “Isla Bella” è stata scelta per sostituire la nave “El Faro” sulla rotta fra Florida e Porto Rico. “El Faro” è una nave mercantile, sempre di proprietà di Tote, costruita nel 1975 e affondata lo scorso primo ottobre nell’oceano Atlantico dall’uragano Joaquin. La destinazione della “Isla Bella” sulla rotta fra Jacksonville, in Florida, e San Juan, a Porto Rico, non è stata una scelta dell’ultimo momento, ma era già stata preannunciata da Tote mentre la nave e la sua gemella erano entrambe ancora in costruzione, lo scorso aprile, proprio per sostituire le unità più vecchie della flotta costruite negli anni 1970.L’utilizzo di navi a gnl prende piede mentre le amministrazioni, sia negli Stati Uniti sia in Europa, cominciano a guardare con diffidenza alla soluzione degli scrubber.

Un mese fa la compagnia tedesca Wessels Reederei ha annunciato che convertirà una delle sue navi, la portacontainer “Wes Amelie”, da 1.000 teu di capacità, con sistema di alimentazione dei motori a gnl. La nave, costruita nel 2011, opera nel mare del Nord e in mar Baltico, aree dove dal primo gennaio 2015 sono entrati in vigore vincoli stringenti nelle emissioni di zolfo. Finora gli armatori hanno scelto nella maggior parte dei casi di utilizzare i motori di vecchio tipo con combustibile ecologico. Quest’ultimo costa di più del vecchio fuel inquinante, ma non abbastanza: i prezzi bassi del greggio nell’ultimo anno hanno spinto molti a posticipare gli investimenti. In futuro, però si prevede una risalita dei prezzi del petrolio e chi avrà navi già attrezzate avrà la possibilità di risparmiare sui consumi. Su questo puntano i cantieri Brodosplit, uno degli impianti sopravvissuti alla ristrutturazione dell’industria navale croata imposta dall’Unione europea. Il committente dell’ordine sono gli stessi cantieri, o meglio la compagnia marittima da loro controllata, la Brodosplit Navigation. Le navi, certificate da Dnv Gl, saranno lunghe 184,43 metri, larghe 27,5 e alte 15,80, con stazza di 24 mila tonnellate dwt. Potranno trasportare l’equivalente di 2 mila container da 20 piedi (teu) a una velocità di 18 nodi.

«Con la costruzione di queste navi - afferma Tomislav Debeljak, ceo del cantiere croato - Shipbuilding Industry Split e Brodosplit Navigation entrano in una nicchia del mercato delle costruzioni navali che favorirà il business ecosostenibile del cantiere di Spalato, un maggiore utilizzo degli impianti e l’acquisizione di esperienza per la costruzione di navi di cui in futuro ci sarà una forte domanda». La costruzione di portacontainer ha da tempo lasciato l’Europa per l’Asia. La Croazia si mette a competere con il Far East con navi di maggior livello tecnologico. Per il momento i cantieri italiani non prevedono un ritorno alla costruzione di portacontainer.

Una nota della società sottolinea che l’utilizzo del gas naturale liquido è importante «perché le portacontainer alimentate a gnl saranno più richieste nel mercato globale dello shipping a causa delle nuove regole nazionali e internazionali che fissano i limiti delle quantità di emissioni». La quattro portacontainer sono dotate di motori dual fuel, possono cioè usare sia il normale carburante (hfo) sia il gnl, con l’opzione di viaggiare anche a bassa velocità, il che permette costi minori di manutenzione e maggiore speranza di vita. I motori e i serbatoi speciali per il gas sono costruiti nelle stesse officine di Brodosplit su licenza di Man. Il cantiere sostiene che le caratteristiche dei motori permetteranno di ottenere costi ridotti di quattro o cinque volte rispetto a navi della stessa classe e che saranno dalle 30 alle 50 volte meno inquinanti. Il maggior costo della nave sarebbe ammortizzato dopo due o tre anni di utilizzo della nave.

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