Nautica, ultima chance per la semplificazione
Genova - Il Codice arriva alle commissioni, Ucina chiede la re-introduzione di passaggi «cruciali».
Genova - Archiviato il Salone Nautico, Ucina riprende l’attività istituzionale per l’approvazione del nuovo Codice della Nautica, passaggio fondamentale per garantire all’Italia lo sviluppo del settore, che vale un indotto da 10 miliardi di euro. Domani la Confindustria nautica sarà in audizione alla commissione Lavori pubblici del Senato, con l’obiettivo di sensibilizzare il parlamento su alcuni punti (semplificazioni e digitalizzazione) che erano nello schema di decreto uscito dal ministero dei Trasporti e che invece sono rimasti fuori nel testo approvato dal Consiglio dei ministri di metà settembre.
Ma proprio quei punti, spiegano da Ucina, erano cruciali per rendere nuovamente appetibile la bandiera italiana nel settore nautico, e l’ultima occasione per re-inserirli (senza quindi buttare via un lavoro di 10 mesi e 40 tavoli tecnici) è il passaggio alle Commissioni: «Nello scorso mese di agosto - spiega Carla Demaria, presidente di Ucina - dopo che il testo condiviso era stato licenziato dal ministero, sono state apportate modifiche che non condividiamo, perché comportano una regressione importante dei contenuti, in particolare proprio sulla semplificazione normativa. Non solo, ma nei fatti queste modifiche eliminano il nuovo Registro telematico delle unità e lo Sportello telematico del diportista (Sted). Il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, mi ha garantito il suo impegno perché la norma riprenda il percorso originale. Abbiamo fiducia nelle parole del ministro Delrio e continuiamo con determinazione a lavorare per raggiungere anche questo importante obiettivo entro il 5 novembre prossimo, tempo limite imposto dalla scadenza della legge delega». Alla Commissione sono state consegnate le proposte normative necessarie a reintrodurre le soluzioni approvate dai tavoli tecnici del ministero.
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