Nodo nomine 5s-Lega, tensione sulla Cdp
Roma - È ancora impasse nella maggioranza per la soluzione del dossier nominea partire dalla Cassa depositi e prestiti, su cui arriva un nuovo rinvio, e sulla radio-televisione di Stato mentre resta al palo l’avvio delle bicamerali
Francesca Chiri
Roma - È ancora impasse nella maggioranza per la soluzione del dossier nomine a partire dalla Cassa depositi e prestiti, su cui arriva un nuovo rinvio, e sulla radio-televisione di Stato mentre resta al palo l’avvio delle bicamerali. Un vero e proprio grattacapo la cui soluzione sarebbe stata affrontata anche in occasione del vertice di governo che si è tenuto oggi a palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, i vice Luigi Di Maio e Matteo Salvini e il ministro dell’Economia, Giovanni Tria.
Lo scontro tra maggioranza e opposizione sull’attribuzione delle presidenze delle bicamerali, con il Partito democratico e Forza Italia che hanno stoppato la comunicazione dei propri componenti, blocca a cascata la chiusura degli altri dossier aperti dal governo Lega e Movimento 5 Stelle sulle nomine nelle partecipate. Il blocco sul comitato parlamentare di controllo per i Servizi di informazione e sicurezza (Copasir) che la maggioranza intenderebbe attribuire a Fratelli d’Italia invece che al Pd, provoca la paralisi sull’avvio delle bicamerali, compresa la commissione di Vigilanza Rai dove la mancata nomina del presidente si ripercuote inevitabilmente - si ragiona in ambienti parlamentari - sulla partita per l’indicazione dei vertici Rai.
Il consiglio di amministrazione di viale Mazzini è infatti formato anche da quattro componenti di nomina delle Camere mentre lo stesso presidente del cda necessita di un via libera della Vigilanza. Ma il rinvio sul Copasir, e quindi sulla Rai, ostacola anche l’accordo interno alla maggioranza per il rinnovo del Cda di Cassa depositi e prestiti. Per questo si dovrà molto probabilmente attendere direttamente l’assemblea della Cassa convocata per il 13 luglio. Questa sera il ministero dell’Economia avrebbe dovuto presentare la lista dei candidati da portare in assemblea ma è assai improbabile che questa scadenza verrà rispettata. Si procederà con molte probabilità direttamente in assemblea facendo guadagnare così un’altra manciata di giorni alla maggioranza per far quadrare le varie caselle. Per la Cdp restano alte le quotazioni dell’ex vicepresidente di Banca Intesa, Marcello Sala, come amministratore delegato, che sarebbe caldeggiato dal Carroccio: anche se sarebbe ancora in lizza Dario Scannapieco, vicepresidente esecutivo della Banca europea per gli investimenti, stimato sia dalla Lega che dai 5 Stelle. Intanto rumours danno Alessandro Rivera, già nella squadra dell’ex ministro dell’Economia del precedente governo, Pier Carlo Padoan, come favorito da Tria per la direzione generale del Tesoro. Entro il mese, dicono fonti informate, la nuova maggioranza dovrebbe mettere mano anche la questione Ferrovie-Anas.
La fusione delle due partecipate, avviata dal governo Renzi, potrebbe essere messa in discussione dalla nuova maggioranza gialloverde così come quella della poltrona dell’amministratore delegato delle Fs Renato Mazzoncini, riconfermato dal vecchio governo alla guida delle Ferrovie prima della scadenza del mandato.
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