Smaltimento illecito di rifuti, condannato Palumbo
Genova - In primo grado il capo dei gruppo cantieristico è stato condannato a sei anni dal tribunale di Messina.
Genova - Con sette condanne si è concluso il processo che ruotava attorno allo smaltimento illecito dei rifiuti dei cantieri navali Palumbo di Messina. Il processo riguardava imprenditori, dipendenti e tre società. Il Tribunale ha condannato gli imprenditori Antonino Palumbo e Raffaele Palumbo a 6 anni, Mario Fierro a 2 anni, Giuseppe Costa a 1 anno e 10 mesi, Santi Scopelliti a 4 anni e 2 mesi, Raffaele Donnarumma a 4 anni e 2 mesi, Salvatore Croce a 3 anni. La sentenza è della Seconda sezione penale del Tribunale di Messina che ha disposto la pena sospesa per Costa e Fierro. Condannati ad una sanzione amministrativa di 500 quote dal valore di 500 euro la Palumbo spa, Futura sud srl, Stabia Yacthing & Coating srl. I giudici hanno previsto anche un risarcimento per le parti civili. Accolte le richiesta del pubblico ministero Fabrizio Monaco.
«Difficilmente gli imputati, principali protagonisti del processo - commenta l’avvocato Nino Favazzo, difensore di Raffaele Palumbo - sono disposti ad accettare sentenze di condanna a loro carico. Compito del difensore, esaurito l’impegno processuale, è anche quello di tentare di spiegare, in attesa di conoscere le motivazioni, le dinamiche che hanno potuto orientare la valutazione del giudice. Vi sono però casi - e quello della decisione odierna è uno di quelli - in cui riesce davvero difficile persino immaginare quale possa essere il percorso motivazionale che ha portato a condanna. Basti pensare che, nel corso della lunga ed articolata istruttoria dibattimentale, mentre nessuna delle ipotesi di accusa ha trovato un minimo riscontro, è stata la difesa dei Palumbo a provare, documenti alla mano, che nessun illecito smaltimento di rifiuti si è verificato, ricostruendo, passaggio dopo passaggio, la intera filiera. Ecco perché l’accusa ieri e la sentenza oggi risultano oggettivamente inaccettabili». «I difensori della Palumbo Spa esprimono «stupore, alla luce della istruttoria dibattimentale, per la decisione del Tribunale di Messina, Seconda sezione penale e sono fiduciosi sul ribaltamento della sentenza».
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