Fincantieri-Stx, Bruxelles avvia «indagine approfondita»

Bruxelles - La Commissione Ue si avvia ad aprire un’indagine approfondita sull’acquisizione da parte di Fincantieri degli Chantiers de l’Atlantique (ex Stx).

Bruxelles - La Commissione Ue si avvia ad aprire un’indagine approfondita sull’acquisizione da parte di Fincantieri degli Chantiers de l’Atlantique (ex Stx). La notizia viene diffusa in serata da Bruxelles anticipando una decisione che sarà resa nota soltanto domani. L’operazione è stata notificata il 25 settembre scorso e domani è prevista la scadenza della prima fase, quella entro cui le parti avrebbero dovuto offrire spontaneamente rimedi ai timori che l’antitrust aveva espresso già a gennaio, quando accettò di valutare il caso. Secondo quanto si apprende, però, nessun rimedio sarebbe stato offerto e quindi con tutta probabilità la Ue aprirà un’indagine formale. La notizia non viene commentata dal gruppo triestino, che attende la decisione in silenzio. Bruxelles potrebbe accogliere l’operazione, bocciarla o, come appunto sembra, procrastinarne il giudizio in attesa di un approfondimento.

Come è noto, l’acquisizione dei cantieri francesi non raggiunge le soglie di fatturato sulle concentrazioni previste dalle norme europee per le operazioni che devono essere notificate alla Commissione a causa della loro dimensione europea. Ma, come si ricorderà, l’otto gennaio scorso la Commissione europea aveva accolto la domanda presentata dalla Francia, alla quale si era associata la Germania, che invitava tuttavia a esaminare, appunto, la proposta di Fincantieri. Il 25 settembre scorso Fincantieri ha formalmente notificato dalla DG Competition della Commissione Europea l’intenzione di acquisire il controllo azionario di Chantiers de l’Atlantique. L’iniziativa che era stata preceduta, nei primi giorni di settembre, a Cernobbio nel corso del Forum Ambrosetti, dalla reprimenda proprio del ministro francese dell’Economia, Bruno Le Maire. «In Europa tutto si muove troppo lentamente», aveva sostenuto, mentre servono «decisioni rapide» per «competere con Cina e Usa», non certo da prendere in «6 mesi, 12 mesi, 18 mesi». D’altronde, «la Cina non ci aspetta, gli Usa non ci aspettano» mentre «noi facciamo riunioni su riunioni sul budget, sul digitale, sull’antitrust», aveva sottolineato Le Maire. Chiedere un approfondimento andrebbe proprio contro questo intendimento mentre, in contemporanea, come segnalato dall’a.d. di Fincantieri Giuseppe Bono pochi giorni fa, «l’accordo nel settore militare con i francesi di Naval Group e la costituzione di una joint-venture entro il 2019 sta andando avanti speditamente». Bono era stato molto chiaro: «Noi abbiamo fatto un progetto che riteniamo interessante per l’Italia, l’Europa e il mondo, allo scopo di mantenere l’azienda competitiva; speriamo venga preso nella considerazione dovuta».

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