Fincantieri-Stx, Conte: "Applicare regole Ue in modo pedissequo è un errore"

Il premier ha parlato dell'operazione con Ursula von der Leyen: "Dobbiamo favorire la crescita dei nostri campioni che competono con il mercato globale"

Genova - "Le regole di concorrenza sono state elaborate tempo fa quando ancora non c'era, almeno ai livelli attuali, il mercato globale, riproporle adesso e continuare ad applicarle in modo pedissequo è un errore".

Lo ha detto il premier Giuseppe Conte ai giornalisti in riferimento alla proposta di fusione Fincantieri-Stx, su cui la Commissione europea ha sollevato timori per la concorrenza.

Conte ha indicato di aver parlato di questo dossier con la presidente Ursula von der Leyen. Riferendosi sempre alla fusione Fincantieri/Stx Conte ha aggiunto che "da parte del sistema Italia c'è molta attenzione su questo progetto industriale" e che applicare le norme di concorrenza in modo pedissequo è "autolimitativo per i nostri campioni industriali: dobbiamo favorire la crescita dei nostri campioni che competono con il mercato globale come in questo caso e vanno messi nelle condizioni per poterlo fare". Per questo "dobbiamo applicare le regole di concorrenza già adesso con prudenza e ragionevolezza". Recentemente la Commissione ha esteso la scadenza della decisione finale sulla fusione tra Fincantieri e Stx (Chantiers de l'Atlantique), inizialmente prevista per il 17 marzo, al 17 aprile in accordo con le parti e sulla base del regolamento Ue sulle fusioni. Il tempo supplementare serve alle parti per sottomettere ulteriori informazioni oppure nuovi impegni per convincere l'antitrust Ue a dare il via libera all'operazione. Impegni che riguardano rimedi per superare i problemi di concorrenza sollevati da Bruxelles. A fine ottobre la Commissione aveva avviato un'indagine approfondita ritenendo che 'in un mercato già concentrato e con limitazioni di capacità, l'operazione proposta possa eliminare l'importante forza concorrenziale rappresentata da Chantiers de l'Atlantique".

L'Antitrust, europeo aveva individuato 'ingenti ostacoli all'ingresso nel mercato della costruzione di navi da crociera, dovuti alla natura altamente complessa di questo settore, in cui sono richieste, in particolare, infrastrutture specifiche, consolidate competenze ingegneristiche e progettuali, così come notevoli capacità di gestione per coordinare le centinaia di fornitori e subappaltatori che intervengono in tutto il processo di costruzionè. Inoltre aveva stabilito in via preliminare che "non è presumibile l'emergere di nuovi costruttori qualificati in tempo utile a contrastare i probabili effetti negativi dell'operazione, che potrebbe quindi ridurre seriamente la concorrenza in questo mercato determinando un innalzamento dei prezzi, una riduzione della scelta e un freno all'innovazione".

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