"Dl Rilancio, armatori inascoltati"

Roma - "Leggendo le bozze del decreto Rilancio circolate in questi giorni, devo dire non c'è quasi niente del pachetto di proposte che avevamo presentato al governo nelle scorse settimane". Mario Mattioli, presidente di Confitarma, non nasconde il suo disappunto

Roma - "Leggendo le bozze del decreto Rilancio circolate in questi giorni, devo dire non c'è quasi niente del pachetto di proposte che avevamo presentato al governo nelle scorse settimane". Mario Mattioli, presidente di Confitarma, non nasconde il suo disappunto: "Un vero peccato, anche perché veniamo sempre descritti come una categoria che presta un servizio essenziale. E' vero che si tratta di bozze, sono scaramantico e continuo a sperare che nel testo definitivo ci potrà essere qualche cosa in più, ma arrivati a questo punto, la vedo difficile, e penso di poter esprimere il disagio per tutta la categoria".

Mattioli però esprime perplessità anche sulla decisione, che emerge dalle bozze del dl Rilancio, di prorogare la convenzione per la continuità territoriale a favore della Tirrenia, tema delicato su cui sono da mesi discussioni in corso: "Su molte linee sovvenzionate, la compagnia opera in concorrenza con altre società che hanno la maggioranza del mercato" e che non godono dei contributi di Stato ma scontano anch'esse l'emergenza Covid. "Se il contenuto delle bozze sarà confermato, penso che le somme" destinate a Tirrenia per il 2020 e il 2021, circa 80 milioni di euro "avrebbero potuto essere destinate al sostegno dell'intero settore marittimo".

"Qualcosa invece poteva essere stanziato - ragiona Mattioli - per abbattere i costi portuali, così come è successo a livello europeo, visto il calo dei traffici che ha colpito il settore del trasporto via mare. Oppure a favore di interventi per unità del primo registro, penso ad esempio alle flotte che fanno bunkeraggio nei porti, che hanno subito una forte diminuzione delle attività".

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