Fregate Fincantieri all'Egitto, arriva il primo via libera / IL CASO

Il tipo di fregata è la stessa che ha vinto la gara per la fornitura della prima unità Ffg(X) alla Marina degli Stati Uniti da parte di Fincantieri, per un valore di quasi 800 milioni di dollari

di Alberto Quarati

Genova - Ci sarebbe il via libera alla vendita delle due fregate Fremm all’Egitto, al centro di una trattativa durata mesi. Il disco verde, sostiene l’Ansa, sarebbe arrivato ieri, all’indomani della telefonata tra il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte e il presidente egiziano Abdel fattah al Sisi, dedicata principalmente al dossier libico e al caso di Giulio Regeni, che dopo oltre quattro anni non ha ancora trovato giustizia. Il passo dell’esecutivo sarebbe stato condiviso con i vertici di Fincantieri (il gruppo di Stato non commenta l’operazione), in trattativa con il Cairo e in attesa dell’autorizzazione all’esportazione delle due navi, la “Spartaco Schergat” (che teoricamente doveva essere consegnata alla Marina italiana lo scorso 5 giugno, ma l’operazione è rimasta sospesa, si dice, proprio in virtù della trattativa con l’Egitto) e la “Emilio Bianchi” per un valore stimato di circa 1,2 miliardi di euro, entrambe costruite negli stabilimenti liguri Fincantieri di Muggiano e Riva Trigoso: si tratta di due fregate in origine realizzate appunto per la Marina Militare italiana, che dovranno essere rimpiazzate con altre due navi di nuova costruzione.

Il tipo di fregata è la stessa che ha vinto la gara per la fornitura della prima unità Ffg(X) alla Marina degli Stati Uniti da parte di Fincantieri, per un valore di quasi 800 milioni di dollari e nei confronti della quale pochi giorni fa gli altri partecipanti alla gara non hanno presentato ricorso, agevolando in parte la strategia per la costruzione di altre nove unità per un valore di 5,5 miliardi di dollari. I passaggi per arrivare alla vendita all’Egitto peraltro sono ancora molti, perché Fincantieri dovrà ricevere dall’Uama (l’Unità per le autorizzazioni dei materiali di armamento del ministero degli Esteri) i permessi per la trattativa e l’esportazione di entrambe le unità (la “Bianchi” è stata varata a gennaio ed ancora in fase di allestimento). Secondo indiscrezioni, “Bianchi” e “Schergat” potrebbero non essere le uniche unità cui è interessato l’Egitto.

Gli esperti del settore ricordano come alla fiera Edex del Cairo, tenutasi nel 2018, Fincantieri offriva le Fremm per un requisito di due fregate a cui secondo la stampa araba si aggiungerebbero altre quattro unità. Fincantieri all’epoca offriva soluzioni ad altre due gare egiziane: una per una fregata leggera o corvetta, cui Fincantieri proponeva la sua corvetta multiruolo da 100 metri, e un’altra per unità minori da 60 metri per cui Fincantieri proponeva le proprie unità Fast Attack Craft con un pacchetto di trasferimento di tecnologie all’Egitto e costruzione nei cantieri di Alessandria d’Egitto. Proprio queste ultime risponderebbero all’identikit delle indiscrezioni, sempre riportate dalla stampa araba ma riprese anche in Italia, secondo cui tra Italia ed Egitto ci sarebbe un accordo più ampio per una ventina di unità da pattugliamento oltre che, sul fronte Leonardo, la fornitura di 24 caccia Eurofighter e altrettanti addestratori M-346, che si aggiungerebbero all’autorizzazione, emersa dalla relazione 2019 dell’Uama al Parlamento, all’export per 872 milioni di euro verso il Cairo, il cui grosso era costituito da una fornitura di 32 elicotteri da parte di Leonardo. —

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