Nessuno salverà la São Paulo

Monfalcone - Alla fine anche la portaerei brasiliana "São Paulo" (l’ex francese "Foch") sarà demolita ad Aliaga in Turchia secondo le norme europee di decostruzione navale. Infatti la Sok Ship Recycling con sede legale a Smirne si è aggiudicata lo scafo di quella che è stata la più grande nave della marina militare brasiliana

di Matteo Martinuzzi

Monfalcone - Alla fine anche la portaerei brasiliana "São Paulo" (l’ex francese "Foch") sarà demolita ad Aliaga in Turchia secondo le norme europee di decostruzione navale. Infatti la Sok Ship Recycling con sede legale a Smirne si è aggiudicata lo scafo di quella che è stata la più grande nave della marina militare brasiliana. Ormai fuori servizio da diversi anni, la portaerei non è più in grado di muoversi con i propri mezzi, quindi verrà rimorchiata verso il cantiere turco tra maggio e giugno di quest'anno. Si conclude così una lunga vicenda che ha visto protagonisti gli amanti della vecchia unità da entrambe le sponde dell’Oceano Atlantico, che volevano preservala dalla distruzione.

Questo era l'obiettivo dell'Istituto San Paolo-Foch presieduto da Emerson Miura, il cui progetto è stato presentato alla fine del 2019. Con il sostegno di associazioni francesi, ha combattuto per quasi quattro anni per il suo salvataggio. Ma, nonostante la presentazione di un dossier per la sua conservazione molto dettagliato, le autorità brasiliane non hanno voluto accogliere questa soluzione, e nonostante vari ricorsi, l'Istituto alla fine non ha potuto partecipare alla procedura d’asta. Chi invece ha accolto con sollievo la notizia sono i gruppi ambientalisti brasiliani che temevano di vedere la nave spiaggiata in India e demolita in condizioni precarie della manodopera locale e senza controlli severi sui residui inquinanti.

L’ultima parola su dove e come la nave doveva essere smantellata spettava comunque alla Francia. Infatti una clausola dell'accordo di cessione dell’ex "Foch", firmato tra i due Paesi, afferma che la nave deve essere smantellata in modo sicuro e rispettoso dell'ambiente presso impianti di riciclaggio certificati dall'Unione europea. La "Foch", sorella della "Clemenceau", era entrata in servizio con la Marine Nationale nel 1963. Lunga 265 metri e larga 51 metri a livello del ponte di volo, aveva un dislocamento a pieno carico di 32 mila tonnellate. Dotata di sei caldaie e due turbo riduttori, poteva sviluppare una potenza di 126 mila cavalli che le permetteva di raggiungere una velocità di 32 nodi.

Il suo equipaggio era composto da più di 1.000 marinai, a cui si aggiungevano quasi 700 membri del gruppo di volo, che poteva essere composto da 40 velivoli. Dopo 37 anni di servizio con la marina francese, è stata acquistata da quella brasiliana nel 2000 per 12 milioni di dollari.Ribattezzata "São Paulo", sostituì la vetusta "Minas Gerais". Purtroppo per il Brasile l’acquisizione non si è rivelata un buon affare, infatti con la marina brasiliana la nave ha avuto una carriera breve e molto travagliata, segnata da una serie di problemi meccanici e incidenti.

A causa di queste disavventure la nave ha trascorso più tempo in banchina che in navigazione. Nel febbraio 2017, dopo aver rinunciato ad un costoso aggiornamento della portaerei, il comando navale ha deciso di disattivare definitivamente la "São Paulo". La cerimonia di ritiro dal servizio è infine avvenuta il 22 novembre 2018 a Rio de Janeiro, dove si trova tutt’ora in attesa del suo ultimo viaggio. Secondo i dati della Marina brasiliana ha trascorso solamente 206 giorni in mare, navigando per 54 mila miglia (85 mila chilometri) e ha eseguito 566 lanci di aerei.

L'aereo principale utilizzato a bordo era il caccia navale AF-1, una versione nazionale del celebre McDonnell Douglas A-4 Skyhawk. La marina brasiliana resta così senza portaerei, visto che al momento le risorse finanziarie del Brasile non consentono di procedere con l’annunciato progetto di una nuova nave di questo tipo per i prossimi anni Trenta che sia in grado di operare con aerei più moderni.

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