Carenaggio a Palermo per nave "Trieste"

Monfalcone - In questi giorni la nave landing helicopter dock (Lhd) "Trieste" si trova nel grande bacino del cantiere di Palermo per effettuare le operazioni di carenaggio. E’ il terzo stabilimento del gruppo Fincantieri che si prende cura della nuova grande nave della Marina militare. La sua costruzione è un buon esempio della sinergia operativa dei cantieri del gruppo triestino

di Matteo Martinuzzi

Monfalcone - In questi giorni la nave landing helicopter dock (Lhd) "Trieste" si trova nel grande bacino del cantiere di Palermo per effettuare le operazioni di carenaggio. E’ il terzo stabilimento del gruppo Fincantieri che si prende cura della nuova grande nave della Marina militare. La sua costruzione è un buon  esempio della sinergia operativa dei cantieri del gruppo triestino: infatti lo scafo è stato realizzato a Castellamare di Stabia, l’allestimento invece è opera di quello di Muggiano e infine a Palermo sono toccate le operazioni di carena che si protrarranno per circa un mese. Uno dei motti di Fincantieri è “un solo unico grande cantiere” a cui contribuiscono tutti i siti aziendali: ormai è lontano il tempo in cui l’intero processo produttivo di una singola unità avveniva in un singolo stabilimento navalmeccanico. Dopo la prima serie di prove in mare, la "Trieste" ha lasciato il Golfo della Spezia per la Sicilia visto che il cantiere di Muggiano non ha a disposizione un bacino per mettere a secco una nave così imponente.

Infatti parliamo della più grande unità militare costruita per la Marina italiana dal secondo dopoguerra. Resta ancora imbattuto il primato della sfortunata nave da battaglia "Roma" che è stata ricordata proprio in questi giorni per l’anniversario del suo affondamento avvenuto 78 anni fa: 46 mila tonnellate di dislocamento a pieno carico per 240,7 metri di lunghezza fuori tutto erano i numeri della nave ammiraglia della regia marina. La "Trieste" invece è leggermente più lunga visto che sfiora i 245 metri per un dislocamento a pieno carico di circa 33 mila tonnellate. La differenza di peso con la "Roma" deriva dal fatto che quest’ultima aveva una pesante e spessa corazzatura che purtroppo non l’ha salvata dal suo tragico destino. Tornando alla "Trieste", il suo scafo e stato varato il 25 maggio 2019 a Castellamare di Stabia alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Dopo alcuni mesi è stato poi rimorchiato per l'allestimento finale nel cantiere di Muggiano. Qui rientrerà la Lhd dopo i lavori di Palermo: si procederà quindi in Liguria alla messa a punto finale in vista della consegna che dovrebbe avvenire entro l'estate 2022. La L9890 (questo il suo distintivo ottico) è un'unità anfibia multiruolo progettata per operare con elicotteri e mezzi da sbarco, anche anfibi. Come la "Cavour"e la "Giuseppe Garibaldi", anche la "Trieste" sul ponte di volo, è dotata di trampolino di lancio inclinato (ski-jump) per facilitare il decollo degli aerei a decollo corto o verticale F-35B, mantenendo quindi una capacità aerea secondaria da utilizzare in caso di necessità qualora la Cavour non fosse disponibile.

A differenza di quest’ultima che ha un'unica aviorimessa riconfigurabile in ponte veicoli non allagabile, la "Trieste" dispone al di sotto del ponte di volo di due ulteriori ponti, di cui uno è un'aviorimessa di 2.300 metri quadrati (e 530 metri lineari di corsia per parcheggio mezzi) con paratie rimovibili in modo da raggiungere i 2.600 mq. Nel ponte inferiore di 2.200 mq troviamo un'autorimessa da 700 mq con 253 metri lineari per parcheggio mezzi e un bacino allagabile (55 per 15 metri) per ricoverare i mezzi da sbarco della Marina militare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Argomenti: