Oto Melara-Wass, ipotesi joint venture Fincantieri-Knds

La Spezia - Ci si avvia, almeno da parte italiana, a un’ipotesi che non preveda la vendita, ma una complessa joint venture per il futuro della business unit Sistemi di difesa di Leonardo, ovvero le aziende Oto Melara e Wass

di M. A. V.

La Spezia - Ci si avvia, almeno da parte italiana, a un’ipotesi che non preveda la vendita, ma una complessa joint venture per il futuro della business unit Sistemi di difesa di Leonardo, ovvero le aziende Oto Melara e Wass. A questo stanno lavorando i ministeri della Difesa, dell’Economia e del Lavoro: una co-partecipazione, con quote tutte da decidere, che garantirebbe all’Italia di gestire la parte marittima di Oto e Wass, e ai franco-tedeschi quella terrestre.

I tempi non paiono comunque né stretti né ancora certi: Alessandro Profumo, ad di Leonardo, mercoledì sera ha incontrato sindacati e dirigenza nel quadro dell’osservatorio strategico aziendale, confermando che ci sono sul tavolo due manifestazioni di interesse, ma non ancora formalizzate con offerte d’acquisto, da parte di soggetti industriali di cui uno italiano e uno europeo (cioè Fincantieri e il consorzio franco-tedesco Knds).

La palla passa al governo, che deve convincere le parti: Fincantieri è interessata direttamente a una parte del pacchetto (cannoni navali, siluri e droni marini), il Knds invece ha necessità di acquisire un polo produttivo e un’azienda che sia utile a realizzare il programma del nuovo carro armato europeo (programma dove l’Italia ha necessità di entrare). A convincere i franco tedeschi potrebbe arrivare l’inserimento nella joint venture di un altro consorzio, il Cio (Oto Melara-Iveco), che produce l’autoblindo Centauro 2, altro prodotto top di settore.

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