De Wave compra Tecnavi: gli Usa nel risiko genovese

L’operazione è la prima mossa del nuovo risiko destinato a cambiare anche il volto del comparto industriale del porto di Genova. E segna l’ingresso nello scalo di un nuovo attore. De Wave è un colosso che ha sede a Genova controllato dal fondo californiano Platinum Equity

di Simone Gallotti

Genova - L’operazione è la prima mossa del nuovo risiko destinato a cambiare anche il volto del comparto industriale del porto di Genova. E segna l’ingresso nello scalo di un nuovo attore. De Wave è un colosso che ha sede a Genova controllato dal fondo californiano Platinum Equity di Los Angeles ed è guidato dal genovese Riccardo Pompili. È questo patto tra Genova e Stati Uniti ad aver permesso la conclusione dell’acquisizione di Tecnavi, azienda del gruppo Gin che lavora nella realizzazione degli interni di navi da crociera e di piattaforme offshore. È un primo passo dell’espansione che ha in mente De Wave e lo conferma Pompili: «Per noi questa acquisizione è una importante mossa strategica che i configura la nascita al nostro interno di un polo impiantistico e che prelude altre acquisizioni già nel mirino».

Si tratta quindi il primo ingresso nel porto di Genova di un fondo di investimento americano, Platinum Equity, un gigante controllato dal finanziere californiano Tom Gores. Una novità in generale per lo scalo, considerando anche le altre operazioni concluse nel recente passato. Un elemento di forza dell’operazione è la presenza a Genova dell’azienda che ha concluso l’operazione. De Wave infatti è guidata da un amministratore delegato nato e cresciuto nel capoluogo ligure che ha avviato un processo di concentrazione e rafforzamento dell’azienda, dopo la fusione con i marchi Precetti e Spencer Contract. Tecnavi era uno dei pezzi della galassia Gin (Genova Industrie Navali), attore storico delle riparazioni navali, nato dall’unione tra due industrie della costruzione e della riparazione navale: i Cantieri Mariotti e la San Giorgio del porto, presenti a Genova, Piombino e in Florida.

De Wave invece è tra i principali operatori internazionali di quel segmento della cantieristica navale che si occupa della realizzazione degli interni delle navi da crociera. Il fatturato dell’anno scorso è arrivato a sfiorare i 300 milioni di euro e nel portafoglio clienti ci sono tutti i gruppi crocieristici del mondo: da Carnival, a Msc, Silversea e Royal Caribbean. Il gruppo lavora con i cantieri europei sia in Italia, con Fincantieri, e in Francia (Chantiers de l’Atlantique) e Germania (Meyer Werft). Ha sede, oltre che a Genova, anche a Singapore e negli Stati Uniti. L’azienda ha quindi intenzione di espandersi ancora nel porto del capoluogo ligure, con altre operazioni. E non è difficile prevedere che il mirino di De Wave sia sempre sul comparto delle riparazioni navali.

Gin è a Genova il principale gruppo sia per la costruzione che per la manutenzione delle navi. Ed è guidato da Ferdinando Garrè e Marco Bisagno. Poi c’è Ente Bacini, il presidio pubblico all’interno dell’area industriale delle riparazioni navali. Con l’ingresso di un gruppo genovese supportato da un fondo americano, potrebbero anche cambiare gli equilibri all’interno di quel comparto strategico dello scalo.

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