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Fincantieri approva il piano industriale 2023-2027

Il consiglio di amministrazione della Fincantieri, presieduto dal generale Claudio Graziano, ha esaminato e approvato il piano industriale 2023-2027, illustrato dall’amministratore delegato Pierroberto Folgiero

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Lo stabilimento della Fincantieri a Riva Trigoso (fotoflash)

 

Roma - Il consiglio di amministrazione della Fincantieri, presieduto dal generale Claudio Graziano, ha esaminato e approvato il piano industriale 2023-2027, illustrato dall’amministratore delegato Pierroberto Folgiero. L’obiettivo è arrivare a 9,8 miliardi di ricavi entro il 2027, a fronte di un margine Ebidta dell’8% 

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Il piano si colloca in un contesto caratterizzato dall’uscita dall’emergenza sanitaria, dalle dinamiche geopolitiche e dagli scenari macroeconomici globali in continua evoluzione. Questo contesto offre al contempo significative opportunità per la Fincantieri, per effetto delle sue competenze distintive nella cantieristica navale ad alto valore aggiunto.

Il piano esprime l’ambizione del gruppo di diventare riferimento mondiale nella realizzazione e gestione a vita intera della nave digitale e verde, per i settori del turismo crocieristico, della difesa e dell’energia.

Il gruppo mira inoltre a rafforzare il posizionamento competitivo internazionale e dell’industria navalmeccanica italiana, creando valore anche per la filiera. In quest’ottica, verranno potenziate ulteriormente le sinergie tra i settori crociere, difesa e navi specializzate, sulla scia della transizione energetica e dell’innovazione tecnologica.

Nel settore delle navi da crociera, la Fincantieri è leader con oltre il 40% della quota di mercato e 120 navi da crociera costruite dal 1990, ovvero oltre un terzo della flotta oggi in esercizio.

Il gruppo ha 28 navi in portafoglio (al 30 settembre 2022) con consegne previste fino al 2028 e vanta tra i propri clienti i principali operatori mondiali del turismo crocieristico. Il prossimo ciclo industriale di questo settore sarà caratterizzato da due dinamiche:
(i) la ripresa del turismo, dopo il periodo caratterizzato dall’emergenza pandemica, con una chiara preferenza verso le crociere, a livelli superiori al 2019, e l’ingresso di nuovi operatori nel settore delle navi extra lusso;
(ii) la digitalizzazione e la transizione ecologica, con un aumento della richiesta di navi equipaggiate con tecnologie all’avanguardia e alimentate da motori di nuova generazione.

Presente da sempre nel settore della difesa, dal 1990 il gruppo ha consegnato oltre 130 unità navali di cui circa 50 all’Italia, altrettante agli Stati Uniti ed oltre 30 unità a marine militari di altri paesi esteri.

La Fincantieri è inoltre collaboratore strategico della Marina militare italiana, tra le più moderne al mondo. È leader di mercato per le navi di superficie ad alto contenuto tecnologico, sta consolidando la capacità di produrre sommergibili di nuova generazione e continua a dimostrare nel corso degli anni la sua forza nel rispondere alle esigenze dei clienti nazionali ed internazionali.

La spesa per mezzi navali è prevista crescere in linea con la spesa globale per la difesa, trainata dagli investimenti delle nazioni dell’Europa Occidentale e dell’Asia-Pacifico. Il gruppo intende potenziare la propria efficacia commerciale verso marine militari di primario rilievo nello sviluppo anche di nuovi progetti in mercati esteri accessibili, quali l’area asiatica e il Medio Oriente.

La Fincantieri continua ad essere prima attrice nel settore delle unità navali a supporto dello sviluppo dell'eolico offshore, con dieci unità in portafoglio di tipo Construction Service Operations Vessel (Csov) - Service Operation Vessel (Sov) e due posacavi.

Inoltre, prosegue lo sviluppo di unità offshore all’avanguardia con controllo remoto e propulsione green, destinate a rivoluzionare le operazioni in mare. Tra queste, la Fincantieri conta 14 navi robotizzate, equipaggiate con motori progettati anche per l’utilizzo di ammoniaca verde come combustibile.

La spinta verso la decarbonizzazione e gli investimenti nel campo delle energie rinnovabili comporterà un aumento significativo della domanda di mezzi navali specializzati, in particolare nel settore eolico offshore.

Per effetto della leadership nella costruzione di Sov, il gruppo punta a cogliere le opportunità derivanti dalla crescita della potenza installata a livello mondiale prevista nel 2030 e del fabbisogno addizionale di oltre 150 unità per l’installazione e manutenzione dei campi eolici. La dirigenza presenterà al mercato i dettagli della strategia di gruppo in occasione dell’approvazione del bilancio annuale. 

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