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Cantieri navali, così rinasce Grand Bahama Shipyard

I lavori sono già iniziati sui due bacini galleggianti e sono iniziati i preparativi per la loro consegna a Freeport nel 2025 e 2026. L’appalto era già stato assegnato alla cinese Beihai Shipbuilding Co., una divisione della China State Shipbuilding Corporation

Matteo Martinuzzi
2 minuti di lettura

Il governo delle Bahamas ha raggiunto un’intesa con il cantiere navale Grand Bahama Shipyard, autorizzando un progetto di trasformazione da 600 milioni di dollari per posizionare la struttura come leader mondiale nella riparazione di navi da crociera e commerciali. Le nuove infrastrutture, le più grandi al mondo, consentiranno al cantiere di servire l’intera gamma di navi da crociera in funzione e in costruzione, nonché gran parte della flotta commerciale.

Secondo le due parti, il progetto avrà un impatto economico di miliardi di dollari sull’economia dell’isola di Grand Bahama nei prossimi 25 anni, rendendola la più grande struttura di riparazione di navi da crociera al mondo. Negli ultimi 24 anni gli azionisti del cantiere navale GBS sono stati Carnival Corporation, Royal Caribbean Group e la Grand Bahama Port Authority.

I lavori sono già iniziati sui due bacini galleggianti e sono iniziati i preparativi per la loro consegna a Freeport nel 2025 e 2026. L’appalto era già stato assegnato alla cinese Beihai Shipbuilding Co., una divisione della China State Shipbuilding Corporation (CSSC), che aveva ricevuto l'ordine per la costruzione di due bacini di carenaggio galleggianti che verranno utilizzati per ripristinare ed espandere le capacità di riparazione del GBS. Uno dei due sarà il più grande bacino di carenaggio galleggiante dell'emisfero occidentale con una capacità di sollevamento di 125.000 tonnellate, mentre il secondo avrà “solo”, si fa per dire, 93.500 tonnellate. Si è deciso così di investire in strutture mobili e non in bacini fissi in muratura come sono presenti nei maggiori cantieri di riparazione europei. Questa soluzione è si più economica però ci si trova ad operare ad altezze maggiori una volta sollevata la nave con più difficoltà d’impiego dei mezzi di sollevamento.

Ricordiamo che Carnival e Royal, che possiedono ciascuna il 40% del cantiere, hanno sviluppato il Grand Bahama Shipyard in risposta al desiderio del settore di avere a disposizione un cantiere navale vicino ai principali home ports crocieristici della Florida. Questo sito ha iniziato l’attività nel 2000 con un bacino di carenaggio in grado di sollevare navi fino a 27.000 t. di dislocamento. In seguito è stato acquisito un secondo bacino nel 2001 in grado di sollevare navi fino a 50.000 t. di dislocamento; infine nel 2009, per restare al passo con il gigantismo navale, è stato messo in opera un terzo bacino con capacità di sollevamento fino a circa 82.500 t. di dislocamento, comunque insufficienti per operare in piena sicurezza sulle navi di classe “Oasis”.

Nell'aprile del 2019 il bacino più grande è stato danneggiato in un incidente, mentre si stava effettuando un sollevamento parziale della Oasis of the Seas; a causa del peso eccessivo della nave il bacino ha ceduto e una delle gru si è ribaltata colpendo la nave da crociera di Royal Caribbean International. La nave subì dei danni e otto persone rimasero ferite. Con questo impianto fuori servizio, le compagnie crocieristiche sono state costrette a inviare le loro grandi navi in Europa per essere messe a secco. Questo però ha comportato un aggravio dei costi dovuti a lunghi tempi per il riposizionamento delle navi.

Nonostante ciò questo cantiere navale oggi è sempre il più grande datore di lavoro privato non turistico delle Bahamas. Con il progetto di trasformazione, si prevede che saranno creati centinaia di nuovi posti di lavoro a tempo pieno. «Stiamo gestendo gli ammodernamenti infrastrutturali necessari per ospitare i nuovi bacini. I lavori stanno procedendo nei tempi previsti e attendiamo con ansia l’arrivo delle nuove strutture, così da poter tornare a essere uno dei principali attori mondiali nel mercato globale delle riparazioni navali», ha affermato Dave Skentelbery, Amministratore Delegato di GBS. «Oltre all’infrastruttura, siamo a buon punto nella pianificazione per garantire di avere personale qualificato e risorse sufficienti per svolgere i lavori per i nostri clienti».

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