Fatturato, occupazione e utili: boom della cantieristica nautica italiana
I dati, elaborati dal Secolo XIX, mostrano, tra il 2018 e il 2023, una crescita record dei principali indicatori. E il 2024 conferma il trend
Gilda Ferrari
L'area del Salone nautico (foto d'archivio)
Genova – Livelli di fatturato record, posti di lavoro più che raddoppiati, una redditività a doppia cifra capace di spingersi a ridosso del 25%. Alla vigila della sessantaquattresima edizione del Salone nautico internazionale di Genova, i dati dei primi gruppi cantieristici nazionali specializzati nella produzione di grandi imbarcazioni da diporto, confermano la vitalità di questa industria e la capacità delle aziende di mantenere l’ingegnerizzazione italiana e la capacità di attrarre investitori stranieri senza cedere governance.
“The state of the art of the global yachting market”, il report realizzato da Confindustria Nautica e Deloitte, l’estate scorsa ha rilevato come il mercato dello yachting nel 2022 sia cresciuto, a livello mondiale, dell’11%, raggiungendo quota 33 miliardi euro, di cui 25 solo per i superyacht, segmento in cui l’Italia è il leader mondiale con una quota della produzione che pesa per oltre la metà. Con un giro d’affari da oltre 4,4 miliardi di euro, la cantieristica italiana registrava nel 2022 un +20% rispetto al 2021. Estendendo l’analisi agli ultimi anni, analizzando la progressione registrata nel quinquennio 2018-2023, il trend è costante e robusto.
L’analisi dei bilanci dei principali cantieri italiani registra un giro d’affari complessivo pari a 3,5 miliardi di euro, con una crescita a fine 2023 su dicembre 2018 pari al 97%. Tre i brand trainanti, secondo i dati consultati dal Secolo XIX: Ferretti in testa, con una crescita del 110% che lo porta a un fatturato di 1,134 miliardi, maggiore di Azimut Benetti cresciuto del 57,7% a quota 1,053 miliardi, mentre Sanlorenzo Yacht raddoppia segnando un +126,7% e atterrando a quota 840,2 milioni di euro.
Osservando le aziende con giri d’affari di dimensione più contenuta, l’exploit di Cantieri del Pardo - uno straordinario +443% - porta il fatturato del gruppo di Folì a 172,4 milioni da 31,7 milioni di euro.
Dell’aumento della produzione beneficia anche l’occupazione, in forte crescita un po’ ovunque. Sanlorenzo Yacht sta in cima alla classifica, essendo passato da 382 a 1.065 dipendenti. Non sono da meno i Cantieri del Pardo, che salgono da 69 a 180 addetti. Complessivamente, i nove gruppi analizzati dagli esperti hanno generato, nei 5 anni, una crescita media dell’occupazione pari al 46% : in termini assoluti, gli addetti sono balzati da 3.673 a 5.362.
I margini Ebitda, compresi fra il 14,4% e il 24,6%, sanciscono un quadro florido e solido, capace di garantire liquidità per nuovi investimenti in risorse umane e tecnologia, asset indispensabili per mantenere la leadership. Il 2024, che ancora deve chiudersi, sembra confermare il positivo trend. Per Azimut Benetti il portafoglio ordini acquisito dal 1° gennaio 2024 a oggi ammonta a 2,6 miliardi di euro e si sviluppa fino al 2029, permettendo di delineare una crescita a doppia cifra anche per la stagione 2024-2025, con un target fissato a 1,5 miliardi di euro di ricavi a fronte di un piano di investimenti da 160 milioni di euro, allocati a supporto delle priorità strategiche.
Ferretti, che si appresta a perfezionare l’acquisizione del produttore di barche a vela Wally Yacht, ha chiuso il primo semestre 2024 con ricavi netti a 611 milioni di euro (+7,7%), Ebitda adjusted di 96,7 milioni (+15,9%) e 44 milioni di utile netto. Gli ordini hanno raggiunto quota 514,4 milioni nei primi sei mesi dell’anno, con un portafoglio di richieste a quota 1,5 miliardi, in crescita del 6% rispetto al 30 giugno 2023.
A proposito di vela, Sanlorenzo Yacht, azienda spezzina guidata da Massimo Perotti, nel settore è entrata un paio di mesi fa, acquisendo il gruppo finlandese Nautor Swan, che era controllato da Leonardo Ferragamo. Ultimo, non per importanza, occorre ricordare che il Cantiere del Pardo, fondato nel 1973 e con alle spalle cinquemila barche varate, nell’anno del cinquantesimo anniversario è passato sotto il controllo di Oniverse, tra i leader italiani nel settore dell’abbigliamento e dell’intimo – il cui volume d’affari è superiore ai tre miliardi di euro - che ha rilevato la quota del 60% che apparteneva Fondo di investimenti Wise Equity.
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