Turku, il gruppo Meyer festeggia i primi 10 anni di attività
Dopo aver consegnato a Royal Caribbean International le prime due giganavi di classe “Oasis” nel 2009-10, la ripresa avvenne con la serie delle “Mein Schiff” per TUI Cruises a partire dal 2014
Matteo Martinuzzi
La nave da crociera Allure of the Seas
Sono passati 10 anni da quando la famiglia Meyer ha rilevato quello che è oggi il cantiere navale Meyer Turku. Allora la proprietà era stata rilevata dal gruppo coreano Stx che aveva subito un gravissimo default finanziario a seguito della crisi economica del 2008. Quelli erano stati anni molto duri per lo storico cantiere finlandese che per qualche anno era rimasto senza commesse di navi da crociera. Dopo aver consegnato a Royal Caribbean International le prime due giganavi di classe “Oasis” nel 2009-10, la ripresa avvenne con la serie delle “Mein Schiff” per TUI Cruises a partire dal 2014.
Dopo 6 navi per il brand premium tedesco è stata la volta delle sue prime navi dual fuel di classe “Excel” realizzate a coppie di due per Costa Crociere e Carnival Cruise Line. Infine lo scorso anno lo stabilimento di Turku, tornato ai fasti sotto la gestione Meyer, ha raggiunto il suo apogeo consegnando a Royal Caribbean International la Icon of the Seas, che con 248.663 tonnellate di stazza lorda ha battuto ogni primato nel campo delle navi passeggeri.
Oggi il cantiere finlandese rimane dedicato alla costruzione delle navi da crociera più avanzate al mondo e punta a trasformare la propria attività in modo completamente neutrale dal punto di vista delle emissioni di carbonio.
«Siamo orgogliosi di continuare la tradizione cantieristica di Turku che risale al 1737. L'acquisizione che abbiamo fatto dieci anni fa si è basata principalmente su due motivi: in primo luogo, Turku ha una lunga tradizione di costruzione navale e un know-how di livello mondiale. La gente di Meyer Turku e di tutta la rete forma una comunità impossibile da costruire in breve tempo. In secondo luogo, grazie al primo, è possibile costruire navi molto grandi a Turku», ha dichiarato l’amministratore delegato Tim Meyer. «Nella situazione odierna, in cui stiamo costruendo le navi più avanzate del mondo e siamo pionieri nella transizione verde, siamo anche costantemente alla ricerca di dipendenti più esperti per vari compiti. Ci impegniamo a rimanere proprietari del cantiere di Turku e a continuare il percorso congiunto con tutti i nostri partner verso una cantieristica navale sempre più sostenibile. Punto ad aggiungere un altro zero dietro l'1 dell'età di Meyer Turku».
Ricordiamo che la famiglia Meyer ha dichiarato di aver investito circa 300 milioni di euro nel cantiere di Turku e nelle società controllate da quando ha rilevato il sito un decennio fa.
Questo traguardo però è stato raggiunto in un momento particolarmente delicato per la storia plurisecolare del gruppo tedesco. Infatti Meyer Werft, per superare la grave crisi finanziaria che lo attanagliava da tempo, è stato costretto a passare sotto il controllo del governo federale della Bassa Sassonia e di quello centrale in cambio dell’apporto di 400 milioni di Euro per rilevare l’80% del suo capitale. Il gruppo deve raccogliere quasi 2,8 miliardi di euro per finanziare le sue attività dopo il ristagno della domanda di nuove costruzioni avvenuto durante la pandemia di Covid-19.
Per fortuna il mercato crocieristico ha ripreso a correre e anche il cantiere di Turku ha firmato l’accordo per la costruzione della quarta nave di classe “Icon” più l’opzione per altre due unità. Inoltre si parla da mesi delle trattative con Msc Crociere per realizzare l’ambizioso programma “Constellation” che dovrebbe prevedere la realizzazione di una nave da crociera da addirittura 270.000 tonnellate di stazza lorda (in pratica il massimo che il suo bacino di costruzione da 365 metri può ospitare). In Finlandia possono quindi dormire sogni tranquilli.
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