Superyacht, Sos delle aziende: “Pronti ad assumere giovani, Genova offre grandi chance”
L’appello arriva dai vertici dell’associazione che raccoglie le principali realtà del comparto. Costaguta: c’è urgente bisogno di artigiani, manager e professionisti ma serve formazione
Silvia Pedemonte
Genova – La ricerca è ad ampio raggio: perché servono elettricisti così come assicuratori specializzati in pratiche doganali, marmisti, project manager, agenti marittimi e ormeggiatori. E parecchie altre figure fra maestranze specializzate e professionisti con formazione universitaria o diplomi di settore.
«Ai giovani e alle giovani che cercano opportunità lavorative altrove, pensando che Genova non abbia abbastanza, chiediamo di considerare le potenzialità della blue economy e, in particolare, il settore della nautica dei grandi yacht. Noi siamo pronti ad assumere. E a far conoscere tante opportunità che, a volte, chi è nella fascia dai 18 ai 26 anni non conosce a sufficienza».
L’appello per fermare la fuga dei giovani talenti, genovesi e liguri, arriva da un colosso: Genova For Yachting, associazione no profit fondata nel 2017, che racchiude 60 soci appartenenti a livelli diversi della filiera dello yachting professionale. Una realtà trasversale, con un denominatore comune: aziende e professionisti associati hanno tutti sede a Genova.
«Ogni tassello necessario nella fase post vendita di uno yacht e nel refitting si può trovare qui», spiega Giovanni Costaguta, presidente di Genova For Yachting e architetto (manager della società Yachtline1618) specializzato nella produzione di interni di lusso per megayacht. «Genova - continua - è fra i porti del Mediterraneo maggiormente scelti, e anche questo crea ulteriori conseguenze positive per il territorio: non solo gli armatori ma anche gli equipaggi hanno ottime capacità di spesa, vivono la città, qui mangiano e fanno acquisti. E parlano di Genova, con scatti e commenti sui social. Anche turisticamente è un settore fondamentale».
La qualità della vita appeal per gli under 30
Sull’edizione del 7 febbraio scorso il direttore Michele Brambilla ha affrontato il problema della fuga dei giovani da Genova. Sottolineando che, tra le cause, c’è anche una narrazione eccessivamente negativa della città
I numeri elaborati dallo Studio Ambrosetti (dati 2023, quelli del 2024 verranno diffusi a marzo e si preannunciano lievemente migliori) sono eloquenti: Genova For Yachting ha un giro d’affari di 512 milioni di euro, un impatto sul Pil ligure di 181 milioni di euro, mille addetti diretti (e 2.540 occupati considerando gli indiretti). Gli associati a Genova For Yachting, pur lavorando tutti nel settore della nautica dei grandi yacht, hanno cinque vocazioni e specializzazioni differenti. Ecco le macro aree: cantieri; servizi; marine; tecnologie e aziende specializzate; professionisti (come avvocati e commercialisti).
L’età media degli addetti è di 57- 58 anni e il ricambio, specie per gli artigiani o non c’è o scarseggia. «La manodopera è in particolare sofferenza – afferma ancora Costaguta – e, in generale, le mancanze sono soprattutto nei lavori molto specifici». Con il Genova Blue District la realtà guidata da Costaguta organizza anche due giornate di recruiting: saranno il 25 marzo (per chi ha un percorso universitario) e il 10 aprile (per le maestranze). E saranno la terza edizione del career day.
«Negli anni Novanta - spiegano gli organizzatori delle selezioni - nel mondo gli yacht erano 700 con lunghezze tra i 30 e i 40 metri. Ora sono seimila, nel 2030 si avvicineranno a quota 7 mila di dimensioni enormi, fino a 90 metri». Attilio Bruno questo mondo l’ha scelto dopo un’esperienza di successo come direttore di settore in una multinazionale francese: ora guida l’Agenzia Nautica Csn, una delle sessanta realtà associate.
«Una scelta che rifarei perché questo è il mondo che amo. Stiamo collaborando con le scuole e con l’Università perché spesso i giovani non conoscono questo settore. Le opportunità sono tante e anche molto remunerative: un artigiano del mondo della nautica, a inizio percorso, può partire già da 1.500 euro di stipendio. E diciamolo: questa città, a livello di qualità di vita, è migliore di altre. Anche per questo vorremmo che i nostri ragazzi rimanessero a vivere qui».
I temi sono tanti: a Genova manca una scuola di falegnameria. «C’è una realtà ad Arenzano e il Villaggio del Ragazzo a San Salvatore - conclude Bruno - un sogno sarebbe far nascere anche una realtà formativa dedicata, di falegnameria e artigianato per la nautica, con sbocco lavorativo praticamente immediato».
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