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Con Ansaldo e Rina

Fincantieri apre all’ipotesi nucleare: via al progetto per le navi militari

“Il nucleare coi reattori più piccoli può essere usato non solo su sommergibili e portaerei, ma anche sulle navi più piccole come incrociatori o fregate”. Così Pierroberto Folgiero, amministratore delegato Fincantieri

di Alberto Quarati
2 minuti di lettura

Fincantieri punta a una propulsione nucleare anche per navi militari diverse da sottomarini e portaerei, come le fregate

 

Genova – “Il nucleare coi reattori più piccoli può essere usato non solo su sommergibili e portaerei, ma anche sulle navi più piccole come incrociatori o fregate. Un’innovazione che ci renderebbe unici al mondo”. Così Pierroberto Folgiero, amministratore delegato Fincantieri, intervenendo lunedì sera a un incontro organizzato da Confindustria e dalla società specializzata Newcleo a Udine.

E lì Folgiero per la prima volta ha fatto riferimento al progetto Minerva, che ha proprio lo scopo di «valutare la fattibilità dell’integrazione di reattori nucleari di nuova generazione sulle navi militari». Acronimo del ministero della Difesa, Minerva sta per “Marinizzazione di Impianto Nucleare per l’Energia a boRDo di Vascelli Armati”, ed è un progetto parte del Piano nazionale Ricerca militare 2023. Il contratto, del valore complessivo di due milioni di euro (ma suddiviso in tre fasi: la prima vale circa mezzo milione e deve valutare la congruità dell’intero progetto, che deve concludersi nell’arco di 30 mesi) è stato siglato lo scorso agosto.

La società aggiudicataria è composta dalla Fincantieri come mandataria, e poi dal Cetena (società di ricerca e sviluppo del gruppo), Ansaldo Nucleare e Rina Services, tutte e tre aziende con base a Genova. Co-proponente della cordata, l’Università del capoluogo ligure. Nella documentazione della Direzione Armamenti Navali (Navarm) sul progetto Minerva, si spiega proprio che oggi esistono «abbondanti esempi di generazione nucleare con tecnologia tradizionale a bordo di navi e unità subacquee straniere» (appunto portaerei e sommergibili nucleari di Cina, India, Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti e Russia) ma ora è necessario capire la fattibilità di un uso sulle navi dei mini-reattori modulari (Small Modular Reactor, le batterie nucleari, come quelle che sta sviluppando Newcleo) commercialmente disponibili, secondo Ansaldo «entro il 2030», che per le loro ridotte dimensioni sostituirebbero motori e generatori non solo di grandi unità, ma anche di navi più piccole, quelle cui fa riferimento Folgiero. E il militare, come noto, è sempre apripista di tecnologie che in futuro possono essere applicate al settore civile.

Se lo studio di fattibilità andrà a buon fine, Minerva passerà alla Fase 2, la progettazione di un prototipo di questa nave nucleare. Infine la Fase 3: «Confronto tra un’unità esistente e una soluzione con generazione nucleare. I risultati del progetto - spiega la Navarm - contribuiranno a determinare i vantaggi e svantaggi derivanti dall’integrazione a bordo di tale tecnologia. Sarà inoltre possibile esportare i risultati ottenuti su altre tipologie di unità». La partecipazione a questo progetto avviene dopo che nel 2023 Fincantieri, Rina e Newcleo firmarono un protocollo proprio per studiare l’applicazione dei mini-reattori al settore navale.

«Nella visione di Fincantieri - dice Folgiero - il nucleare navale rappresenta un percorso parallelo al nucleare a terra. Il nostro impegno per quest’anno sarà dare crescente visibilità ai progetti sul nucleare a mare». Tecnologia che per Folgiero è «una leva strategica per l’industria navale» puntando su innovazione, sicurezza e eccellenza ingegneristica, sia nel settore della difesa che in quello civile. Collaborando con soggetti nazionali e internazionali, Fincantieri vuole contribuire a realizzare «soluzioni nucleari avanzate, ponendo l’Italia al centro della trasformazione energetica e industriale europea».

Aggiunge Anna Mareschi Danieli, del cda dell’omonimo gruppo siderurgico: «L’acciaio è il materiale del progresso e della ricostruzione» e «per produrlo in modo competitivo e sostenibile servono fonti energetiche stabili e convenienti. Per il ciclo integrale green, il nucleare può dare un enorme contributo». —

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