Fincantieri, il ribaltamento prova a correre. L’Authority: “Stop ai disagi. E la banchina a fine anno”
Genova, terminati i lavori di palificazione per il nuovo mega bacino di Sestri Ponente. L’Authority: “Tempi ottimizzati, recupereremo 60 giorni”
Silvia Isola
Genova – Il traguardo è il 2028, ma nelle aree del ribaltamento a mare di Fincantieri a Sestri Ponente i lavori procedono a ritmo sostenuto senza che le operazioni di costruzione delle navi siano mai state interrotte. E a gennaio 2026 è prevista la consegna della banchina di allestimento, anche se «grazie all’ottimizzazione che stiamo mettendo in campo consideriamo di recuperare almeno 60 giorni rispetto a questa data», annuncia Marco Vaccari, il Rup ( responsabile unico del procedimento) dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale.
Una volta varcato l’ingresso del “cantiere”, si può misurare la portata di questo progetto che ha come scopo la realizzazione di un bacino di carenaggio di ultima generazione in grado di ospitare navi fino a 150 mila tonnellate di stazza per una lunghezza di circa 360-380 metri.
Il 7 aprile sono terminate le operazioni di infissione e battitura dei 269 pali, operazioni che hanno provocato rumore e vibrazioni - secondo le verifiche del Comune siano state “sotto la soglia di legge” - con forti disagi per i residenti nella zona. Dopo alcuni incontri con la cittadinanza, sono in corso di definizione le modalità di verifica dell’entità di eventuali danni e i relativi ristori.
L’opera è stata concepita su pali per permettere il deflusso del Rio Cantarena, un intervento complesso che ha visto la posa dei pali «attraverso la vibroinfissione e la battitura, sono stati svuotati e poi riempiti con del magrone. Ora si proseguirà con la realizzazione dell’impalcata, costituita da travi prefabbricate, predalle e una pavimentazione ad alta prestazione: quando avremo ottenuto l’80% dell’opera, metteremo in campo la parte elettrica», spiega Vaccari. Ogni operazione richiede una precisione estrema, anche perché tutto viene edificato in acqua.
Dalla gru a terra al controllo degli operai che a bordo di piccole imbarcazioni controllano che tutto sia eseguito a regola d’arte. E nel frattempo, a pochi metri di distanza, prendono forma le creazioni di Fincantieri. In parallelo, sono state avviate le operazioni di collaudo e sono già state effettuate due prove di carico sui pali installati, «i risultati sono più che ottimi: abbiamo testato diversi range, dalle 350 tonnellate alle oltre 1150 tonnellate, ovvero una volta e mezzo il carico di esercizio» illustra l’ingegner Leoncio Fortunato, direttore tecnico di cantiere.
Per accorciare i tempi, l’Authority ha messo a disposizione un piazzale «dove stiamo realizzando una serie di travi che dovranno supportare e reggere il carico delle bitte, dei parabordi e di tutti gli arredi di banchina, che verranno montati nei primi quindici giorni di maggio».
Entro fine anno, quindi, potrebbe essere pronta quella che sarà un'area di 14.000 metri quadrati con 320 metri lineari, in grado di ospitare la nave una volta fuoriuscita dal bacino di carenaggio per il suo allestimento. Si tratta di navi di ultima generazione, capaci di ospitare fino a 6 mila passeggeri che consentirà all’industria navale di Genova di avere una delle aree più avanzate del Mediterraneo.
Anche il super bacino di carenaggio sta prendendo forma, ma è necessaria un po’ di fantasia per immaginare come sarà una volta completato. Ad oggi, infatti, dove ci sarà l’acqua c’è ancora un enorme piazzale. «Questo perché qui i vecchi bacini 2 e 3 sono stati preventivamente demoliti e una volta raggiunta la quota di fondale, quindi circa 8 metri e mezzo, abbiamo riempito tutta l'area con materiale proveniente da cava, per poter iniziare a realizzare i diaframmi, che sono le pareti di contenimento laterale a Levante e Ponente», ricorda Vaccari.
«L'avanzamento del lavoro è condizionato dall'ottenimento di alcune pratiche di carattere ambientale, ma si procederà poi con lo svuotamento di questo materiale, per poi realizzare un bacino con meno 11 metri di fondale, 400 metri di lunghezza e 60 metri di larghezza che diventeranno sulla parte terminale 72 per agevolare la fuoriuscita della nave dal bacino di carenaggio».
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