Fincantieri, record storico di ordini nel trimestre
Ordini record per la Fincantieri nel primo trimestre dell’anno, che ha registrato anche un balzo di ricavi e di marginalità. Il gruppo della navalmeccanica ha registrato 2,3 miliardi di ricavi (+34,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno)
di Alberto Quarati
Un impianto della Fincantieri
Genova – Ordini record per la Fincantieri nel primo trimestre dell’anno, che ha registrato anche un balzo di ricavi e di marginalità. Il gruppo della navalmeccanica ha registrato 2,3 miliardi di ricavi (+34,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno) e un margine operativo lordo di 154 milioni (+53,5%), pari a una marginalità sui ricavi al 6,5% rispetto al 5,7% di un anno fa «grazie in particolare all’incremento dei ricavi nel settore della difesa, alle azioni di efficientamento operativo nel business delle navi da crociera e al contributo della Wass Submarine Systems consolidata a inizio 2025».
Il periodo gennaio-marzo rappresenta, fanno sapere dal gruppo, il «miglior trimestre di sempre» per i nuovi ordini acquisiti, 11,7 miliardi di euro, in forte crescita rispetto al primo trimestre 2024 (mezzo miliardo) e corrispondente al 76% degli ordini già record dell’intero 2024. Il portafoglio delle commesse aumenta così del 30% a 40,3 miliardi di euro rispetto a dicembre 2024, con carico di lavoro complessivo a livello record pari a 57,6 miliardi, circa 7,1 volte i ricavi realizzati nel corso del 2024. Nel primo trimestre sono state consegnate quattro navi mentre 102 unità sono in portafoglio con consegne previste fino al 2036. Confermati gli obiettivi previsti per il 2025 e diffusi a marzo.
Fincantieri inoltre sta iniziando a valutare un aggiornamento del piano industriale presentato nel 2022 e a questo scopo attende di capire con chiarezza i nuovi programmi di investimento europei e italiani nella difesa.
Così infatti l’amministratore delegato della Fincantieri, Pierroberto Folgiero, rispondendo agli analisti: «Stiamo lavorando in questo senso, ma vogliamo prima valutare quali sono gli impatti del nuovo programma di investimenti nella difesa europea e italiano. Credo che sia sicuramente una delle discontinuità che dovremmo rivalutare nel nostro piano industriale». Folgiero ribadisce che il piano vigente, presentato nel 2022, è «molto ambizioso» e che il gruppo è «molto soddisfatto», perché sta raggiungendo «ogni traguardo nei tempi previsti o addirittura meglio». Da un lato, ha concluso, il manager, è venuto il momento di rivalutare le linee guida «per i prossimi cinque anni», ma la cautela è legata alla volontà di mettere nero su bianco obiettivi che poi «restano tali finché non vengono raggiunti». Il gruppo sta infine valutando un potenziamento della capacità produttiva negli Stati Uniti alla luce dei programmi della amministrazione americana nella cantieristica navale, aggiunge Folgiero, ricordando anche la volontà di collaborazione tra Italia e Usa nel settore emersa nella recente visita della premier Giorgia Meloni a Washington.
Le opportunità negli Usa, ha spiegato il manager, sono essenzialmente tre: promozione delle attività di Fincantieri nel settore della difesa; possibilità di aumentare la capacità dell’impianto in Wisconsin per focalizzarlo sulla produzione di navi rompighiaccio; espansione della capacità in Florida, nell'impianto di Jacksonville come polo dei servizi di riparazione e manutenzione di fregate e cacciatorpediniere. —
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