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Nautica di lusso e settore militare, i cantieri spezzini in forte crescita

L’industria navalmeccanica si conferma uno dei pilastri della Blue economy ligure. Le previsioni degli addetti ai lavori

Francesco Ferrari
3 minuti di lettura

La sessione dedicata alla cantieristica

 

Il video integrale del Forum

La Spezia – Se il polo ligure-toscano della nautica resta il più importante a livello nazionale con il 22,2% delle imprese, il 51,2% del fatturato e il 31,1% degli addetti, la Liguria pesa rispettivamente per il 9,3%, il 20,7% e il 10,2%. I dati sono di Confindustria Nautica e testimoniano quanto il territorio ligure abbia saputo cogliere le opportunità di questo ricco segmento della Blue economy. In questo scenario, il distretto spezzino si conferma uno dei più dinamici a livello internazionale. Sia a livello civile che militare, come è emerso ieri nel corso del Forum “Mare sostenibile: il futuro è oggi”.

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«Perché siamo a Spezia? Perché in questa città, che nel dopoguerra ospitava insediamenti industriali, cantieri che producevano navi commerciali, a un certo punto questa attività non è stata più sostenibile in termini economici – ha spiegato Paolo Bertetti, Chief Innovation Officer di Sanlorenzo Yacht - Però c'era un nuovo comparto che stava crescendo in modo vigoroso: lo yachting, che ha potuto subentrare trovando un territorio fertile ad occupare gli spazi e la mano d'opera che precedentemente venivano impiegati per le navi. E quello che è già capitato nel passato, capiterà ancora nel futuro: bisogna tenere gli occhi aperti e cogliere per tempo quelli che sono i trend che possono creare delle opportunità». Anticipare le opportunità, ma anche i rischi.

«Oggi più del 50% degli yacht prodotti a livello mondiale arriva dall'Italia. Per quale motivo? Perché per questo genere di prodotto mettiamo assieme una serie di straordinarie competenze e siamo più bravi degli altri. Questa è la situazione ad oggi, ma attenzione: non dobbiamo dormire sugli allori. Per restare leader dobbiamo pensare all'innovazione in termini concreti, dobbiamo investire in quella che è la forza che rende grande Sanlorenzo e la nautica italiana: la manodopera. I cantieri olandesi e tedeschi una volta erano i padroni del mercato, noi li abbiamo superati e non è che siano così contenti: stanno facendo di tutto per recuperare. E non dimentichiamo la Turchia: fino a cinque anni fa non la conosceva nessuno, facevano solo componenti, oggi stanno crescendo in modo importante. È per questo che dobbiamo tenere gli occhi aperti e essere molto focalizzati sul futuro se non vogliamo perdere il primato».

Un primato che anche Intermarine vuole conservare. «La nostra azienda - ha ricordato Francesco Maiorana, Strategy & Commercial Director - è leader mondiale per unità cacciamine, una specifica nicchia della cantieristica navale militare. Siamo specializzati in unità che operano a tutto tondo nella dimensione subacquea: negli ultimi tempi il contesto geopolitico globale ha portato al centro dell'attenzione tutto ciò che è il contesto della dimensione underwater. Abbiamo visto come, all'indomani dello scoppio del conflitto in Ucraina, le operazioni di minamento che sono state condotte all'interno del Mar Nero, indipendentemente da chi le avesse condotte, hanno portato a un completo stop di tutti i traffici, creando conseguenze a livello mondiale come la famosa guerra del grano, che è stata mitigata solo con l'apertura di un canale grazie alla comunità internazionale. Le unità che realizziamo servono a questo: a proteggere le infrastrutture critiche e a garantire la libertà di movimento».

Della necessità di insistere sul legame tra cantieri nautici e città ha parlato Ugo Vanelo, amministratore delegato dello storico Cantiere Valdettaro: «Per noi è molto importante la tempistica della consegna agli armatori, di conseguenza il nostro lavoro è quasi del tutto legato alle aziende del territorio. Più del 70% delle nostre operazioni vengono fatte proprio con imprese locali. Credo che questo sia un contributo importante alla sostenibilità. Ultimamente abbiamo aperto un nuovo cantiere a Olbia, in Costa Smeralda, e anche lì ci sono più di mille aziende piccole e familiari che si occupano di nautica. Quando si ha la fortuna, come noi, di lavorare in posti meravigliosi, metabolizzare il concetto di sostenibilità è più semplice».

I prossimi appuntamenti nei porti a Ancona, Palermo e Napoli

Con l’evento “Mare Sostenibile: il futuro è oggi” ha preso il via anche la serie di eventi che porterà la redazione Blue Economy di Blue Media, società editrice del Secolo XIX, nelle città portuali italiane. Una serie di eventi per chiamare a raccolta operatori, associazioni e istituzioni degli scali. Dopo il forum della Spezia, la prossima tappa sarà il 23 giugno ad Ancona con “Il futuro dell’Adriatico, tra geopolitica e clean energy”. Poi il 7 luglio a Palermo: “La Sicilia e Palermo: il nuovo orizzonte del Mediterraneo”. E il 22 settembre a Napoli: “Napoli e lo shipping: verso una nuova portualità internazionale”.

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