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Folgiero: “Così Sestri Ponente strapperà le grandi navi ai Chantiers francesi”

Il superbacino di Fincantieri nel 2027. E Rixi cerca spazi per le riparazioni

Alberto Ghiara
2 minuti di lettura
Il cantiere di Sestri Ponente (foto d'archivio) 

Genova - «Il cantiere navale di Sestri Ponente dieci anni fa doveva chiudere, oggi invece si sta programmando qui il bacino più grande della storia di Fincantieri, che farà concorrenza per la costruzione di grandi navi (da crociera) ai Chantiers de l'Atlantique in Francia». Ad affermarlo ieri a Genova l’amministratore del gruppo Fincantieri, Pierroberto Folgiero. L’occasione è l’evento “Cantieri aperti” durante il quale l’azienda ha incontrato istituzioni locali e sindacati nazionali. «Se siamo qui a Sestri - gli ha fatto eco il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini - è grazie anche alle lotte che hanno fatto i lavoratori. Il ribaltamento a mare era una delle ragioni che noi avevamo sostenuto per evitare che si chiudesse».

Era il maggio 2011 quando Fincantieri annunciò un piano di tagli che prevedeva la chiusura dello stabilimento di Sestri Ponente e il ridimensionamento di quello di Riva Trigoso. Da allora il mondo è cambiato molte volte e oggi la realtà economica, italiana e internazionale, è parecchio diversa. Per rimarcare quante prospettive si aprono oggi per l’industria navale, Fincantieri ha organizzato un roadshow attraverso l’Italia, giunto a Sestri al terzo appuntamento dopo Monfalcone e Marghera, con un momento di confronto dedicato all’innovazione industriale, alla trasformazione organizzativa e alle sfide della sostenibilità.

«Il gruppo Fincantieri ha raggiunto un portafoglio di ordini da 57 miliardi di euro, non era mai successo», ha detto Folgiero. E Genova è sempre più centrale, tanto che per l’azienda è diventato fondamentale il rapporto non soltanto con le maestranze, ma anche con il territorio. In apertura sono intervenuti il presidente della Regione, Marco Bucci, e la sindaca Silvia Salis. Al termine si è svolta una tavola rotonda con Maurizio Landini, la segretaria generale Cisl Daniela Fumarola e il segretario generale Uil Pierpaolo Bombardieri. Inoltre si è parlato del cronoprogramma del ribaltamento a mare, grazie al quale, ha detto il direttore dello stabilimento di Sestri, Massimo Canesin, si potranno «aumentare le lavorazioni e rispondere alle esigenze di mercato, dando a Genova opportunità di crescita», con l'obiettivo di «costruire a Sestri le navi più grandi del mondo».

Le tappe sono segnate dallo stesso Canesin: «Una nuova banchina di 315 metri operativa a febbraio del 2026, poi il mega bacino di 400 metri per 60 e 11 metri di profondità operativo entro giugno del 2027». Quindi, più avanti, la terza fase, con lo spostamento della ferrovia che oggi taglia in due lo stabilimento (previsto a fine estate il Pfte di Rfi). Intanto il viceministro Edoardo Rixi ha annunciato il suo impegno per un altro superbacino da oltre 400 metri per 90 di larghezza, questa volta destinato alle riparazioni navali: «So già dove potrebbe stare, ma non lo dico. Si tratta di un progetto strategico a livello nazionale, per cui stiamo cercando i fondi». Rixi ha anche detto che «l’Unione europea deve togliere i vincoli degli aiuti di Stato alla cantieristica, altrimenti non si può competere con la Cina».

Accanto agli interventi infrastrutturali, due impegni da parte del gruppo: quello verso il territorio e quello verso le maestranze, comprendendo anche quelle dell’indotto. Per Sestri si parla di mille posti auto, un’area verde fra il cantiere e la città, una bocciofila, asili, un museo dell’industria navale. Il tema delle maestranze è stato centrale negli interventi dell’azienda, che segnala le difficoltà a trovare manodopera italiana. In programma ci sono formazione di alto livello e un maggiore controllo sulle aziende dell’indotto, con la proposta di introdurre una certificazione che attesti la regolarità contributiva, retributiva e normativa nella filiera navalmeccanica. «Fincantieri può diventare un modello avanzato di relazioni industriali partecipative con un ruolo centrale dei lavoratori e della contrattazione», ha detto Fumarola, che ha aggiunto: «Le autonomie locali, penso alla Regione, al Comune, hanno anche loro un compito importante per supportare dal punto di vista infrastrutturale le azioni che Fincantieri deciderà di mettere in campo».

In tema di contratti, a pungolare l’azienda è stato Bombardieri: «È emerso un numero molto interessante, rispetto ai posti messi a disposizione dall'azienda abbiamo letto che ci sono state 20mila richieste. Quindi probabilmente questa storia che si racconta che i giovani non abbiano voglia di partecipare, che non si riescono a trovare gli operai o i tecnici specializzati forse da quei numeri viene un po’ smentita. La verità è che se c’è un’azienda seria, importante, che paga bene con il contratto dei metalmeccanici ed è in fase di sviluppo i ragazzi vogliono lavorare».

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