Fincantieri, investimenti per far sorgere a Genova la capitale del settore
Luigi Matarazzo, direttore navi mercantili: “Nel capoluogo costruiremo i colossi da 250mila tonnellate”
Simone Gallotti
Genova – «Vogliamo che Genova diventi capitale della cantieristica 5.0. Qui ci sono tutti gli ingredienti per realizzare un polo tecnologico: abbiamo competenze, risorse e un grande cantiere che come vede stiamo ampliando e quindi ci sono tutti gli ingredienti per far sì che Genova diventi veramente la capitale dell’industria crocieristica». Luigi Matarazzo è il numero uno della divisione navi mercantili del colosso navalmeccanico che a Sestri ponente sta costruendo le Explora, le nuove navi green del brand di lusso di Msc. Cinque delle sei unità totali sono made in Genoa per un investimento effettuato dalla compagnia guidata da Pierfrancesco Vago che si aggira sui 3,5 miliardi di euro.
Matarazzo spiega che a Sestri, quando ci sarà il ribaltamento, potranno nascere anche i colossi del mare da 250 mila tonnellate. Certo, bisogna prima ampliare il cantiere. E i ritardi nell’operazione non lo spaventano: «Noi lavoriamo con tutto il sistema, con l'Autorità portuale e con tutti gli enti coinvolti: è inevitabile che in un processo così complesso ci siano dei ritardi. Ma questi sono gestibili. L'importante è avere continuità e raggiungere l'obiettivo finale».
Fincantieri ha i bacini intasati dalle commesse, ma sul civile non disdegnerebbe anche un nuovo filone per i traghetti: «Già li costruiamo. Ad esempio per la Regione, Sicilia. Il prossimo anno consegniamo il primo traghetto tecnologicamente molto avanzato: propulsione a Lng e pannelli solari e batterie. Sinifica che la capacità In Italia c'è, ma bisogna essere competitivi e quindi bisogna fare qualche azione diversa per poter essere competitivi a livello europeo, non solo italiano». È il tema degli aiuti di Stato? «In qualche modo dobbiamo pensare a qualche forma. Secondo lei perché gli armatori vanno tutti a costruire nel Far East? Ci sarò un motivo e questo motivo è molto concreto: la competitività».
Le crociere, nonostante l’impegno sul militare, rimangono il core di Ficantieri.
Rimane da capire da quale parte penderà la bilancia dell’equilibrio produttivo del colosso guidato da Folgiero. Matarazzo spinge per il civile, perché «crescerà anche il segmento crocieristico. Le statistiche parlano di una crescita del 2,5% l’anno e noi ci siamo. Bisogna essere tecnologicamente avanzati, bravi a fare i system integrator».
Le sfide non sono banali considerando la fame di spazi nei cantieri e le esigenze di un’industria che chiede altre navi, in vista non solo del mercato, ma anche delle sfide green: «Vivremo un periodo di transizione. Oggi non esiste un sistema in grado di sostituire completamente la propulsione attuale, ma stiamo progettando navi che possono già fare molto».
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