Nautica, Meta: «Semplificheremo lo sportello unico»
Roma - L’intervento del deputato Pd e presidente della Commissione Trasporti e Telecomunicazioni.
Michele Meta*
Roma - Sono ormai 14 anni, dai primi interventi legislativi in merito, che ci si pone il problema di rendere la vita più facile al settore della nautica da diporto: snellire le pratiche, semplificare le procedure, superare le duplicazioni, azzerare la proliferazione del cartaceo, fermare le truffe con un sistema antifrode. Una tappa cruciale di questo cammino è certamente l’istituzione dello Sportello Telematico del Diportista, che rappresenterà per la nautica ciò che sta rappresenta per l’auto, e manca davvero poco; l’iter iniziato dal precedente governo lo scorso 8 novembre, con l’approvazione del decreto del Presidente della Repubblica concernente il regolamento per l’attuazione del sistema telematico centrale, è arrivato finalmente in Parlamento: prima nella Commissione Bilancio, poi – dopo il parere favorevole di questa – nella Commissione Trasporti che ho l’onore di presiedere.
La discussione, iniziata mercoledì 14 maggio, non sarà molto lunga: abbiamo infatti due settimane per esprimere il parere, così come del resto l’analoga Commissione in Senato. Ma i tempi ristretti non pregiudicheranno l’accuratezza del nostro esame, nell’interesse di tutto il settore: già da una prima lettura, infatti, accanto alle numerose luci emerge anche qualche ombra, che il Parlamento cercherà di correggere con equilibrio e lungimiranza. Forse è proprio una maggiore lungimiranza ciò di cui ha bisogno lo schema di decreto approvato da Palazzo Chigi: si tratta certo di un regolamento che fa uscire l’Italia dal Medioevo, ma è come se – invece di portarla al 2014 – si fermasse agli anni Ottanta, senza tenere conto di tutti quegli enormi cambiamenti tecnologici che interessano il Paese.
Nell’era dello sportello online, ad esempio, si parla ancora di sportelli fisici, presenti nelle Capitanerie di porto, nella Motorizzazione civile e nelle agenzie specializzate; si fissano disposizioni per la consegna della modulistica, mentre la normativa vigente prevede già che tutti i moduli debbano essere scaricabili in rete; si ignora il nodo della standardizzazione dei dati – centrale se si vuole guardare al futuro in Europa – che invece nelle biblioteche esiste già da tempo. E ancora, senza voler scendere troppo nel dettaglio, appare migliorabile la procedura di inserimento dei dati e del loro trasferimento, che fotografa bene il principale difetto del testo: così com’è, rischia di apparire una riforma analogica nell’era digitale, che si limita a trasferire sul computer una procedura cartacea ma non ne modifica la struttura e, dunque, non permette agli utenti di goderne appieno i benefici.
Ma anche i rilievi su questo fronte, già emersi nella prima seduta che la Commissione Trasporti della Camera ha dedicato al tema, non ridimensionano l’utilità del provvedimento, la cui urgenza è percepita ormai da anni sia dagli addetti ai lavori che dai semplici appassionati del settore. Il regolamento è il frutto di un lavoro di decenni, portato avanti con gli organismi pubblici e i rappresentanti delle associazioni di categoria, che merita dunque un’approvazione nei tempi stabiliti: l’obiettivo è che lo Stato non venga più percepito come un avversario o addirittura un nemico, come un mostro burocratico a più teste, ma piuttosto come un facilitatore e un alleato, per tutti coloro che – in un Paese come il nostro, famoso nel mondo per il suo mare e le sue coste – fanno della nautica la propria passione.
*Michele Meta è deputato Pd e presidente della Commissione Trasporti e Telecomunicazioni
I commenti dei lettori