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Salone di Genova, avviso di sfratto

Genova - Vitelli a Ucina: «Basta Genova, nel 2015 organizziamolo all’Idroscalo». La guerra interna all’associazione rischia di travolgere la tradizionale kermesse di ottobre.

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Genova - Un siluro che rischia seriamente di affondare il Salone Nautico, un attacco diretto, senza concessioni alla diplomazia nemmeno di facciata e, per la prima volta, l’indicazione di una sede alternativa almeno per il prossimo anno: l’Idroscalo di Milano. A lanciarlo attraverso una lettera inviata ai membri del consiglio direttivo di Ucina e anticipata dal MediTelegraph (leggi), è un colosso del settore come il gruppo Azimut Benetti il cui patron, Paolo Vitelli, è il portavoce dei malumori che da mesi stanno squassando l’associazione, in particolare dopo l’elezione alla presidenza di Massimo Perotti. Una scelta considerata in continuità con l’esperienza di Anton Francesco Albertoni e per questo avversata da molti big.L’obiettivo finale dei Vitelli (la lettera oltre che da Paolo, presidente di Ucina dal 1999 al 2006 e oggi deputato di Scelta Civica, è firmata anche dalla figlia Giovanna) è la gestione dell’associazione di Confindustria, ma il cavallo di Troia è il Salone genovese.

Un attacco frontale condito da un lungo capo d’accusa. «Viste le mutate condizioni di mercato, riteniamo che il format e il luogo del Salone Nautico debba essere messo in discussione. La nostra esperienza di operatori ci dice che l’affluenza di clienti internazionali è ridotta a pochi punti percentuali, che i giornalisti stranieri hanno disatteso la passata edizione, che i nostri concessionari stranieri non vogliono più venire (nè contribuire ai costi) e, ciò che è più importante, il risultato commerciale rispetto all’investimento è modestissimo».La critica coinvolge anche la Fiera e la città. Come location i Vitelli suggeriscono luoghi «più attrattivi per il cliente» (caratteristica che ai loro occhi evidentemente Genova ha perso) e a livello di partner si fanno i nomi di Fiera di Milano, Messe di Düsseldorf o la britannica Reed Expo, definite «società abituate a garantire professionalità e imparzialità e soprattutto investimenti e promozione».

E per il 2015 ecco la “bomba”: «Valutare soluzioni innovative, concentrando per un anno i nostri sforzi non sul tradizionale Salone di Genova ma per esempio sull’Expo, magari esibendo i nostri prodotti all’idroscalo di Milano collegato con l’Expo e vicino all’aeroporto».La critica dei proprietari di Azimut Benetti adotta toni forti anche nei confronti de “I Saloni Nautici”, la società compartecipata al 50 per cento da Fiera e Ucina che dovrebbe essere guidata proprio dal “nemico” Albertoni. Un’iniziativa che ha rinsaldato i rapporti con la Fiera di Genova, considerata dai dissidenti della Confindustria nautica un partner meno affidabile rispetto al passato. Bocciata senza appello, dai Vitelli, anche l’iniziativa della neonata società di chiedere la gestione della nuova Darsena.

Non piacciono infatti il «perdurante legame con Fiera di Genova, socia al 50 per cento, col dubbio sulla tenuta del piano di governance e sul business plan di una società con due soci a scarso di fondi» e il «vincolo a tenere il Salone Nautico a Genova». Insomma, secondo i Vitelli, per Ucina sarebbe un laccio insopportabile legarsi per il futuro a una Fiera che sta lottando per la propria sopravvivenza. Per il Nautico in versione genovese, un vero e proprio avviso di sfratto.

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