In evidenza
Blue Economy
Shipping
Transport
Blog

Nautica, Gavio pensa al Salone itinerante

Milano - «vorrei qualcosa di diverso, di itinerante, da fare magari un anno a Taormina, un anno a Venezia, un anno in Sardegna. Qualcosa durante cui promuovere anche il territorio e il Paese»

2 minuti di lettura

Milano - «No, per ora non c’è nessun progetto sul tavolo». Qualche secondo di pausa. «Però se anche altri decidessero di uscire da Ucina, a quel punto ci si siede e si ragiona. Ma bisogna vedere cosa decidono di fare il gruppo Ferretti, Benetti e via dicendo...». Suona come un messaggio quello di Beniamino Gavio: il patron dei cantieri Baglietto lo ha lanciato parlando con Il Secolo XIX, a Milano, lunedì sera, per i 150 anni dello storico marchio della nautica. Un evento celebrato con un volume che ripercorre la storia del gruppo e a cui, oltre al mondo della nautica, erano presenti il presidente di Confindustria Squinzi, quello del consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo Gros-Pietro, Massimo Ponzellini, Lapo Elkann.

Insomma, dice Gavio, per ora non si sta lavorando a un’associazione alternativa a Confindustria. Ma in futuro, se la diaspora si ampliasse, si potrebbe ragionare. A settembre era stato il Secolo XIX-the MediTelegraph a riportare che l’idea stava circolando e che Gavio ne aveva parlato con Azimut al salone di Cannes. Dall’uscita in polemica di Baglietto da Ucina a inizio estate le idee dell’imprenditore tortonese non sono cambiate: «Io Perrotti qui lo avevo invitato, però non è venuto». Sarebbe necessario, spiega, ripensare alle strutture associative («o si fa una divisione megayacht all’interno di Ucina o è difficile far coesistere gli interessi di chi fa una barca da dieci metri con quelli di chi fa una barca da 60») anche in funzione dei saloni, sul cui futuro si addensano nubi scure. «Genova va ripensata - ribadisce Gavio - è sempre stato il salone europeo. Poi pian piano si è fatta bagnare il naso da Cannes e Montecarlo. Cannes oggi è il primo salone per le barche fino a 35 metri, Montecarlo per i megayacht. Genova rimane un po’ schiacciata, anche in termini di tempo. Pensiamoci: l’anno prossimo abbiamo Cannes il 10 di ottobre, poi c’è Montecarlo, poi Genova e Fort Lauderdale. Non è possibile».

Spostare l’evento? No, l’idea è un’altra: «Bisognerebbe vedere che taglio dargli. Quello che mi piacerebbe molto è un’altra cosa: siccome oggi si fa fatica a fare un salone in Italia, vorrei qualcosa di diverso, di itinerante, da fare magari un anno a Taormina, un anno a Venezia, un anno in Sardegna. Qualcosa durante cui promuovere anche il territorio e il Paese». E il pre salone del 2015, che sarà organizzato dai confindustriali a Milano, prima di Expo? Gavio allarga le braccia: «Mah, non lo so, bisogna analizzarlo bene... Chiaramente per Expo qualcosa bisogna fare. Ma portare le barche a Milano non è semplice». Il manager di Sias, che ha rilevato Baglietto due anni fa, spiega che al momento il gruppo sconta ancora la fase di start-up, ma che le idee sono tante: «Oggi alcuni segnali di ripresa ci sono, specie in Usa. Noi abbiamo messo una barca in mare l’anno scorso, quest’anno un’altra, più la piccola, la MV 13, l’anno prossimo tre». Il progetto è quello di recuperare i segmenti tradizionali del gruppo. «Abbiamo rifatto tutta la linea di barche veloci, poi le dislocanti, stiamo lavorando sul militare con un mezzo piccolo insieme alla Marina, abbiamo fatto la linea dell’MV 13 metri (sul modello del vecchio Mas, il motosilurante militare degli anni ’40, ndr) e abbiamo iniziato il 19, che finiremo tra dieci mesi. Poi vorrei mettere mano a qualche open in alluminio. Quindi con calma, con il mio designer Francesco Paskowski, vorrei riprendere l’Ischia, il Baliaco da 16 e 50, il Minorca, il Mallorca, l’Elba, rivisitandoli. E anche la vela, una vela pura, molto marina. È un po’ il concetto della Mini, recuperare la tradizione rivisitandola».

O della 500, che durante la serata viene citata più di una volta. Una strizzata d’occhio alla strategia americana di Fiat? «Sto pensando a un barchino piccolo per il mercato americano. A Fort Lauderdale ho visto l’Intrepid, una vetroresina, dai 12 ai 15 metri, entro e fuoribordo. Mi piacerebbe una cosa così, 3 motori fuoribordo, veloce, per andare a fare il bagno, in una fascia di prezzo competitiva. Pensiamo a tutte le case, le ville che ci sono a Miami sull’acqua, potrebbe essere un veicolo pubblicitario fantastico».

I commenti dei lettori