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Salone Nautico bocciato, da Ucina nessun commento

Genova - Il vice ministro allo Sviluppo economico Calenda: manca il progetto per i fondi. Il Comune di Genova: è un pretesto.

Gil. F.
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Genova - Ucina e i Saloni Nautici incassano la bocciatura del governo senza difendersi. Il presidente dimissionario della Confindustria nautica Massimo Perotti, il presidente pro tempore Lamberto Tacoli e il numero uno della Saloni Nautici Anton Francesco Albertoni giovedì hanno ottenuto udienza dal vice ministro allo Sviluppo economico Carlo Calenda per chiedere che il Salone di Genova rientri tra i 30 eventi sostenuti quest’anno: a budget ci sono 50 milioni di euro complessivi. Uscito dall’incontro, Calenda ha spiegato che il Nautico non può essere sostenuto finanziariamente perché Ucina si è dimostrata priva di capacità progettuale. «Non c’è un progetto internazionale credibile. - ha tuonato il vice ministro - Lo avevo chiesto lo scorso ottobre, non c’è nulla». Assorbita dallo scontro interno tra grandi e piccoli produttori, da ottobre a oggi Ucina ha prodotto «nulla» secondo il governo.

Albertoni dice che «vanno evitate le polemiche» e che «non spetta» a lui «dare risposte sul progetto» bensì «a Ucina che le darà». Cosa che però non accade: interpellati dal Secolo XIX, Perotti e Tacoli rispondono che non hanno «intenzione» di rilasciare «alcuna dichiarazione», né spiegano perché Ucina non abbia presentato un progetto per il Salone essendoci in ballo 2 o 3 milioni di euro. Le sole dichiarazioni arrivano da un comunicato del Comune di Genova, che sostiene che «le difficoltà del settore e quelle che si sono manifestate nell’organizzazione di categoria non devono costituire motivo né pretesto per negare un appoggio, anche finanziario, al Salone di Genova». L’amministrazione comunale chiede un incontro a Calenda per «chiarire le intenzioni del governo a seguito del colloquio» avuto con i tre

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