Ucina, il presidente entro un mese
Genova - Grandi manovre per il rinnovo del vertice confindustriale: Tacoli in pole position. Oggi a Roma l’associazione presenta al governo il progetto per il Nautico 2015.
Matteo Dell’Antico
Genova - Poco più di trenta giorni. Tanto è il limite massimo di tempo entro il quale dovrà essere eletto il nuovo presidente Ucina dopo le dimissioni di Massimo Perotti (Sanlorenzo). Per ora la prima notizia arriva dal consiglio direttivo della Confindustria nautica che si è tenuto ieri a Genova. Un incontro piuttosto veloce rispetto agli ultimi, iniziato verso l’ora di pranzo e terminato nel primo pomeriggio. Alcuni si aspettavano che dalla riunione potesse uscire il nome di spessore proposto dai “big”, ma così non è stato. Segno che i tre grandi marchi del settore (Azimut/Benetti, Ferretti e Baglietto) stanno ancora valutando chi proporre come loro candidato dopo essere usciti allo scoperto con un comunicato congiunto nel quale annunciavano la volontà di risollevare l’associazione. Tra i favoriti c’è sempre Lamberto Tacoli, che sta temporaneamente guidando Ucina, ma le consultazioni sono ancora in corso. La seconda notizia è poi un’altra: sempre nella giornata di ieri, nessuno dei quattro aspiranti già noti a sedere sulla poltrona della Confindustria nautica, si è tirato indietro. I nomi restano dunque quelli anticipati dal Secolo XIX/The MediTelegraph ancor prima della comunicazione ufficiale e cioè Andrea Razeto, Fabio Planamente, Pietro Vassena e Corrado Salvemini.
Ma nella storia dell’associazione non è mai successo che si arrivasse al giorno delle elezioni con più di un candidato in corsa per la presidenza. Segno che, come già è successo in passato, i quattro potrebbero aspettare la discesa in campo di un nome forte per poi farsi da parte. La data limite è fissata comunque al prossimo 15 di aprile. Lo statuto Ucina prevede infatti che «venendo a cessare il presidente, l’assemblea per la nuova elezione deve essere tenuta entro novanta giorni». Non solo: la chiamata alla riunione nella quale verrà eletto il nuovo numero uno dell’associazione dovrà essere comunicata, calendario alla mano, al massimo entro il 5 di aprile dal momento che «l’assemblea è convocata dal presidente almeno quindici giorni prima della data dell’adunanza». E solo «in caso di urgenza il termine di preavviso potrà essere ridotto a dieci giorni». Ma c’è dell’altro. Per la giornata di oggi è stato confermato l’incontro tra il presidente pro tempore Ucina, Lamberto Tacoli, ed il vice ministro allo Sviluppo economico Carlo Calenda. Il numero uno del cantiere Crn (marchio del gruppo Ferretti), è volato a Roma, direttamente da Genova, nel pomeriggio di ieri, subito dopo la fine del consiglio direttivo.
L’argomento al centro della riunione di questo pomeriggio sarà il Salone Nautico di Genova, manifestazione che dallo scorso anno è interamente organizzata da una società che fa capo alla Confindustria nautica. In ballo c’è poco più di un milione di euro, cifra che il governo potrebbe mettere a disposizione del principale evento italiano dedicato al settore. Al momento i fondi sono però rimasti fermi al palo. Colpa di un’associazione che negli ultimi mesi ha dovuto convivere con profonde lotte interne ma soprattutto della mancanza di un programma per la prossima edizione della manifestazione genovese. Nelle scorse settimane il vice ministro era stato piuttosto chiaro: «Niente progetto niente soldi». Calenda aveva pure bacchettato gli enti locali aggiungendo che «Ucina ha avuto problemi, ma anche le istituzioni non si sono mosse». Oggi l’incontro, probabilmente decisivo, al quale Lamberto Tacoli potrebbe andare in compagnia di Paolo Vitelli. Ma soprattutto con un piano per l’edizione 2015 del Salone Nautico tra le mani.
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