«Una nuova associazione per la nautica italiana»
Genova - Parla Gavio: «Spazio a grandi e piccoli, questo per noi è l’anno zero. Chiederemo di aderire a Confindustria. Pronti dopo Pasqua».
Genova - Per Beniamino Gavio questo deve essere l’anno zero. Primo passo per lasciare da parte la lunga scia di polemiche che negli ultimi mesi ha lacerato il mondo italiano della nautica. E allo stesso tempo ripartite con una nuova associazione che raggruppi, tanto per cominciare, le imprese del settore che hanno deciso di recente di abbandonare Ucina. «Grandi e piccoli devono stare insieme - spiega l’imprenditore piemontese al Secolo XIX/The MediTelegraph - e le porte di questa nuova realtà saranno aperte a chiunque decida di sposare il nostro progetto. Verrà nominato un presidente, chiederemo di iscriverci a Confindustria e inizieremo a dialogare con il governo e tutte le altre istituzioni».
Gavio, quindi lo strappo con Ucina è definitivo?
«Per quanto mi riguarda ho già lasciato da tempo. Poi con la famiglia Vitelli e l’avvocato Galassi abbiamo deciso di metterci in gioco e proporre un nuovo programma che fosse in grado di risollevare l’associazione. A qualcuno evidentemente la cosa non è piaciuta. Non si è voluto cambiare».
Quindi?
«Da parte mia non ci sono problemi. E neppure da parte delle aziende che hanno abbandonato Ucina poco prima dell’elezione di Carla Demaria. Noi ripartiamo da una nuova realtà. Punto e a capo, chi vuole ci segua».
Chi saranno le prime aziende che aderiranno a questa nuova associazione?
«La base iniziale sarà composta dal gruppo Azimut/Benetti, da Ferretti e dai marchi Cerri e Baglietto. Ovviamente ci saranno anche tutti coloro che hanno lasciato Ucina in questi giorni. Ma non solo: molte realtà che appartengono al mondo della nautica avevano già fatto un passo indietro da tempo, ci saranno anche loro. Così come tutti coloro che condivideranno il nostro programma».
A proposito, quale sarà il vostro progetto?
«Le linee guida sono quelle già tracciate nelle scorse settimane assieme a Paolo Vitelli e Alberto Galassi. Persone che stimo, sia come uomini che come imprenditori. E con i quali c’è massima sintonia».
Chi sarà il presidente?
«Le dico una cosa: questo è un dettaglio. Certo, verrà nominata una persona che dovrà ricoprire questa carica, ma il punto fondamentale è un altro. E mi riferisco al disegno, condiviso da tutti, che abbiamo studiato per rilanciare il mondo italiano della nautica. Partiamo da un progetto, non da chi sarà alla guida di questa nuova realtà».
Alcune anticipazioni?
«Come prima cosa ci incontreremo nei prossimi giorni per definire più nel dettaglio il nuovo statuto. Poi, probabilmente dopo Pasqua, nascerà ufficialmente la nuova associazione che potrebbe avere una sua sede, almeno quella istituzionale, a Roma. Poi dovrà essere nominato un segretario generale che avrà il compito di appoggiare il presidente. E probabilmente ci saranno diverse categorie che rappresenteranno i vari segmenti dell’intero mondo della nautica».
Quindi non saranno presenti solamente i grandi gruppi?
«Assolutamente no. E come ho detto prima il nostro obiettivo è quello di raccogliere sia le grandi che le piccole aziende che rappresentano questo comparto nel nostro Paese e nel mondo. Ho già chiarito che abbiamo intenzione di chiedere l’iscrizione a Confidustria e dialogare con tutti i rappresentanti delle istituzioni. C’è bisogno di aria nuova, lo sostengono in molti».
Capitolo Nautico di Genova. Cosa farete? Organizzerete un nuovo salone?
«Sulla programmazione di nuovi eventi stiamo dialogando proprio in questi giorni. Mi piacerebbe che la nuova associazione possa parlare direttamente con le fiere delle città italiane. E poi con i suoi soci. E chiedere di conseguenza a loro cosa hanno in mente di fare. Ma c’è anche dell’altro».
Cosa?
«Pianificazione ed efficienza. Dobbiamo capire quali sono le reali esigenze del nostro settore. Le richieste delle aziende. Risolvere i problemi con cui gli imprenditori italiani devono confrontarsi ogni giorno. Parlare con la politica, avviare un dialogo serio e affidabile. Che porti risultati concreti».
Non sarà comunque facile partire da zero...
«Cominciando dal principio non avremo a che fare con invidie e gelosie. Questo è già molto».
Basterà?
«Per ora c’è un foglio bianco. Sarà da scrivere».
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