Assonave strizza l’occhio ai big della nautica
Genova - L’associazione dei cantieri navali italiani si candida ad accogliere le aziende del settore in fuga da Ucina. Si studia una sezione ad hoc: «Vengano da noi».
Alberto Quarati
Genova - In attesa di settembre, quando sarà presentata la nuova associazione dei cantieri nautici che hanno abbandonato Ucina (in sostanza, tutti i big del settore al netto della SanLorenzo), movimenti si registrano anche sotto l’ombrello di Assonave, l’associazione italiana che riunisce cantieri navali e industrie affini. Nella relazione annuale dell’assemblea, si legge che «nella rappresentanza associativa di comparti quali quelli dell’offshore e dei mega-yacht» bisogna colmare «i vuoti esistenti a livello nazionale» perché «a fine 2014 il portafoglio ordini mondiale di yacht superiori ai 60 metri contava 95 mezzi (...). Il grosso della competizione si svolge fra una ristretta élite di costruttori olandesi, tedeschi e italiani che funge da riferimento soprattutto per i progetti di maggiori dimensioni, mentre per i mezzi di lunghezza inferiore (60-80 metri) e semi-custom la concorrenza è molto più frammentata e continuano ad affacciarsi sul mercato nuovi operatori, anche di Paesi a basso costo. Anche per tale motivo - continua la relazione - alcuni prestigiosi marchi italiani - esempio: Benetti, Ferretti, Perini (che tra l’altro sono tutti fuoriusciti da Ucina, ndr) stanno sempre più focalizzando la loro offerta sulle fasce dimensionali superiori ai 60-70 metri (...).
In relazione a tale comparto si considera che i produttori nazionali dei mega e dei cosiddetti gigayacht potrebbero trovare adeguata rappresentanza in Assonave, che si impegnerà nei prossimi mesi a ricercare opportune forme di aggregazione associativa». Una mossa pensata, fanno sapere fonti del settore, «per coprire un segmento che al momento non pare perfettamente rappresentato»: oggi un costruttore di mega-yacht ha un assetto produttivo più simile a quello del cantiere navale, da cui escono navi, piuttosto che del cantiere nautico, da cui escono barche. Dunque la possibile Assonave-yacht potrebbe mettere a sistema temi come l’innovazione del prodotto e l’accesso ai fondi regionali per il settore, sottoposti a regole diverse rispetto a quelle della nautica. Tutto a livello di ipotesi (ma senza dimenticare il peso che ha Fincantieri, anche con la sua Fincantieri Yachts, all’interno di Assonave). Questa nuova realtà, insieme alla vecchia Ucina e alla nuova associazione dei big dissidenti (in seno a fondazione Alta Gamma) faranno tutte parte dell’universo di Confindustria. Un mondo relativamente piccolo, ma senza dubbio variegato.
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