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Fiera di Genova, un rimessaggio nel padiglione Nouvel

Genova - Il Comune sta ora valutando la proposta di alcuni cantieri per le riparazioni navali. Vertice sull’occupazione in Regione, in bilico ancora 16 dipendenti: giovedì assemblea dei soci.

Alessandra Costante
2 minuti di lettura

Genova - E’ ancora in bilico il destino dei 16 dipendenti di Fiera di Genova che, insieme al ramo d’azienda fieristico, dovrebbero passare alla Porto Antico Spa. Giovedì prossimo si riunirà l’assemblea dei soci della Fiera con i commissari liquidatori per prorogare ancora, e ben oltre i termini di legge, la conclusione della procedura di licenziamento collettivo. L’obiettivo è guadagnare tempo, quaranta o sessanta giorni per consentire alla Porto Antico e ai suoi soci (che Regione esclusa, sono gli stessi della Fiera e dunque Comune, Camera di Commercio e Autorità Portuale) di sciogliere i nodi che rendono l’operazione ancora incerta dal punto di vista dei costi e dei tempi. Dopo l’incontro di mercoledì in Comune, sulla situazione dei 16 dipendenti di Fiera ieri c’è stato un vertice in Regione. Ed un’altra riunione con i sindacati, a questo punto molto preoccupati, è già stata convocata per giovedì pomeriggio, subito dopo l’assemblea dei soci.

Rimessaggio Nouvel. Il nodo più grande da sciogliere è il padiglione B, opera d Jean Nouvel. Quello che avrebbe dovuto essere un fiore all’occhiello dell’area fieristica, costato oltre 40 milioni di euro, si è trasformato in una zavorra. Troppo costosa la manutenzione, troppo alti i costi di ammortamento, troppo onerosa la gestione. Il Comune ha calcolato circa 800 mila euro all’anno per tutte queste voci e la Porto Antico ha tirato il freno a mano. Tanto che a Palazzo Tursi si cominciano a valutare soluzioni alternative per l’impiego del padiglione B sul quale si sarebbe manifestato l’interesse dei cantieri Amico e anche dei Mariotti per trasformarlo in un lussuoso rimessaggio fronte mare. Altra ipotesi è che possa finire in mano ad un consorzio di piccoli cantieri. «Il tema centrale è la salvaguardia occupazionale, ma per fare questo bisogna avere un ramo d’azienda forte che permetta il rilancio dell’attività fieristica a Genova» osserva l’assessore comunale alle attività produttive, Emanuele Piazza. «Porto Antico sta cercando di trovare un punto di equilibrio» è la replica a distanza del presidente della Spa, Ariel Dello Strologo.

L’incognita degli eventi. Perché se il padiglione B è un costo è anche vero che senza quegli spazi la Porto Antico non saprebbe dove continuare a fare (quanto meno a breve) due manifestazioni “cassaforte" come Fiera di Primavera e Nataleidea, che fanno parte del pacchetto in cessione con il ramo d’azienda. «Ci sono molte variabili. Sui conti e sui tempi ci vogliono certezze. Dobbiamo anche capire se e per quanto saranno disponibili le aree della Fiera» osserva Dello Strologo introducendo il delicato tema della convivenza tra quartiere fieristico e i primi lavori per il Blueprint. E anche sulla manifestazione regina di Genova, il Nautico, qualche incertezza esiste. Quanto meno sul suo format. Quest’anno non cambierà nulla, ma nel 2017 potrebbe essere sdoppiata per un accordo tra Porto Antico e Fiera di Milano: a Genova la parte “in acqua”; a Milano quella indoor. La prossima settimana il Ministero dello Sviluppo economico ha convocato a Milano le due associazioni, Ucina e Nautica Italiana - da tempo in lite - per cercare un punto d’incontro.

Supermercato per ladri. Nel frattempo, abbandonata a se stessa, l’area della Fiera sta diventando terra di furti. Di rame, di porte, di estintori. Di qualunque cosa sia rimasta incustodita nel padiglione C, nell’Ex Nira e del Palasport, passati a Spim nel 2014 per la valorizzazione e la vendita. Uno stato abbandono che anche i sindacati contestano: «Abbiamo l’impressione che si voglia creare il deserto, costruire un problema per poi trovare soluzioni già scritte» è la denuncia di Riccardo Serri della Uiltucs.

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