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«Associazioni litigiose, basta soldi al Salone»

Roma - Il Salone nautico di Genova «non riceverà un euro l’anno prossimo» se non ci sarà l’accordo tra le due associazioni Ucina e Nautica Italia. È l’avvertimento del ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, secondo il quale «dando vita a due associazioni che hanno litigato tra loro»

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Roma - Il Salone nautico di Genova «non riceverà un euro l’anno prossimo» se non ci sarà l’accordo tra le due associazioni Ucina e Nautica Italia. È l’avvertimento del ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, secondo il quale «dando vita a due associazioni che hanno litigato tra loro il Salone è sprofondato». Il richiamo di Calenda conferma quanto anticipato nelle scorse settimane dal Secolo XIX-the MediTelegraph, che ha anche raccontato di come al ministero si siano adoperando, attraverso il sottosegretario Ivan Scalfarotto (che ha convocato le due associazioni), per fare sì che Ucina e Nautica Italiana comincino almeno a collaborare sui temi strategici, tra cui, appunto, il Nautico. Parlando, alla Summer School di Confartigianato, più in generale del tema delle fiere, Calenda ha sottolineato che «sono fondamentali» ma che non ha senso che ogni provincia abbia la sua: «Qui a Roma abbiamo un esempio delirante, è imbarazzante». La strategia indicata dal ministro prevede di puntare «su una trentina» di quelle più importanti, a cui vengono dati i soldi: «Vogliamo investire - ha concluso Calenda - sulle cose che funzionano. Quelle che non funzionano, prima funzionano e poi diamo loro i soldi».

A questo proposito il governatore ligure Giovanni Toti definisce «esecrabile» la litigiosità del settore e incalza il governo a intervenire: «La divisione della nautica in due associazioni è un fatto esecrabile, che rischia di danneggiare gravemente un settore in ripresa. Su questo concordo con il ministro Calenda. Mi auguro che il ministro si adoperi con tutto il peso del suo dicastero per sanare questa situazione prodotta da incomprensibili ragioni di carattere personale».

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