Nautico, al via il Salone “scaccia crisi”
Genova - Più 6,2% di visitatori nella giornata inaugurale della rassegna dedicata alle imbarcazioni da diporto. Da Perotti (Ucina) richiamo al governo. Costa: «Il settore si è rialzato da solo, ora tocca allo Stato».
Matteo Dell’antico
Genova - Ottimismo, che di questi tempi è già qualcosa. E poi una buona presenza di pubblico (+6,2%), operatori e istituzioni. La 56esima edizione del Salone Nautico ha preso il via ieri, alla Fiera di Genova, sotto un timido sole che ha retto quasi per l’intera giornata. Una manifestazione «scaccia crisi», come l’anno definita in molti, con l’obiettivo dichiarato di riportare attenzione su un comparto, quello delle unità da diporto, che dopo alcuni anni di difficoltà, soprattutto per il mercato interno, sta dando segnali di ripresa. Grande assente alla cerimonia di apertura - a causa «di un ritardo dell’aereo che dagli Stati Uniti doveva riportarla in Italia», hanno detto gli organizzatori - è stata Carla Demaria, numero uno di Ucina, l’associazione a cui Fiera di Genova, ormai dal 2014, ha affidato la regia dell’evento.
Al suo posto Massimo Perotti, ex presidente della Confindustria nautica e numero uno dei cantieri Sanlorenzo, che ha parlato del Nautico di Genova come dell’unico «salone possibile in Italia grazie all’hardware, alla posizione e alla storia». Poi una tirata d’orecchie al governo «un po’ latitante su registro telematico e il nuovo codice della nautica». Sul palco, accanto all’imprenditore torinese, il governatore della Regione Liguria, Giovanni Toti, che ha parlato «del Salone della svolta». «Il Nautico - ha aggiunto - rappresenta un investimento importante da parte della Regione, di tutta la città, degli operatori. È un evento che fa parte della città di Genova, della Liguria ed è un momento trainante per un ramo di imprese italiane e fondamentale per la nostra economia. La Regione ci ha creduto fin dall’inizio». «Chi pronosticava che questo Salone nel 2016 non si sarebbe fatto - ha dichiarato - è rimasto deluso come tutti gli uccelli del malaugurio».
«Non mi interessa - ha chiuso Toti - che i ministri vengano a fare passerella, mi interessa che il governo finanzi l’impresa italiana come deve fare e la sostenga nei momenti opportuni». Un riferimento quest’ultimo, al fatto che da Roma sia arrivato a Genova il ministro degli Affari regionali, Enrico Costa, quando in molti si sarebbero invece aspettati la presenza di un rappresentante di un dicastero più “pesante”. Secondo Costa, un settore come la nautica, che si è trovato in difficoltà, ha saputo «rialzarsi da solo, e tocca adesso allo Stato fare la sua parte cancellando le troppe leggi che appesantiscono la nautica, non reintroducendone di nuove». In collegamento video invece, il sottosegretario al ministero dell’Economia, Paola De Micheli, ha parlato «di introdurre nuovi meccanismi di semplificazione a sostegno delle imprese». Tra stand a terra e barche ormeggiate, quest’anno sono circa mille le unità presenti nel capoluogo ligure su 180mila metri quadrati di superficie, di cui 100 mila in acqua. Il fatturato globale del settore (in crescita del 17%), ha toccato invece quota 2,9 miliardi di euro. Giusto puntare più in alto, ma secondo molti è già un’ottima base di partenza.
I commenti dei lettori