Grandi yacht, l’Italia tra le mete preferite
Fasano (Brindisi) - Nel 2016 saranno 7.500 le toccate di grandi yacht sulle coste del nostro Paese, in evidente crescita rispetto alle 6.800 registrate lo scorso anno.
Matteo dell’Antico
Fasano (Brindisi) - «La Puglia è famosa per le orecchiette e padre Pio, lo sarà anche per i grandi yacht. Lo deve essere tutta Italia». Una promessa, più che una battuta, quella che Vito Totorizzo, numero uno degli agenti marittimi pugliesi e vice presidente nazionale di Federagenti, ha fatto ieri al convegno sul mercato dei mega yacht dal titolo “La rotta del lusso”, a Borgo Egnazia, nel comune di Fasano. Un business, quello delle grandi unità da diporto ormeggiate sulle nostre coste, che anche quest’anno continua a dare segnali di forte crescita, ma soprattutto garantirà per almeno il prossimo quadriennio enormi margini di miglioramento.
***
Nel 2016 saranno 7.500 le toccate di grandi yacht sulle coste del nostro Paese, in evidente crescita rispetto alle 6.800 registrate lo scorso anno. C’è si più: facendo un confronto con il 2015, già oggi, il traffico di imbarcazioni oltre i 30 metri di lunghezza ha fatto registrare un incremento del 10%. Il Mediterraneo, più in generale, si conferma poi il mare preferito dagli armatori di mega yacht: nel periodo estivo la presenza di grandi unità da diporto è pari al 70% della flotta, percentuale che cala, di poco, solamente nei mesi invernali con il 63% delle presenze. All’incontro, organizzato in Puglia dagli agenti marittimi italiani, sono intervenuti, tra gli altri, Giovanni Gasparini, numero uno di Federagenti Yacht, Lorenzo Pollicardo, consulente Federagenti per il mercato nautico, Teo Titi, presidente di Yachtin Puglia, Armando Branchini di Altagamma e Francesco Moccagatta, managing director di Alantra Corporatw. Con barche, quelle sopra i 70 metri di lunghezza, che oggi arrivano a pagare noleggi superiori ai 400mila euro alla settimana e lasciano sul territorio 6,70 milioni di euro all’anno e 250 e più posti di lavoro per yacht, secondo Giovanni Gasparini è venuto il momento di cambiare marcia e affermare anche nella grande nautica (con un’industria tricolore già leader nella cantieristica delle unità da diporto) anche uno stile italiano nell’offerta del turismo di lusso. Messaggio, quest’ultimo, ribadito da Armando Branchini e da Francesco Moccagatta, che hanno evidenziato le enormi potenzialità di crescita dell’intera filiera del lusso: in controtendenza, negli anni della crisi, questa industria chiamata a soddisfare la domanda dei super ricchi ha infatti fatturato un triliardo di euro, al 70% in Europa, registrando una crescita costante dell’occupazione (1,7 milioni di persone nel 2013) e decretando il successo o il declino di interi territori, a seconda della loro capacità di generare offerta innovativa e di fare sistema.
***
Nella giornata di ieri, Federagenti ha anche lanciato l’idea di consegnare un marchio di qualità ai porti e territori italiani che da oggi in avanti si muoveranno per incentivare l’arrivo di mega yacht sulle proprie banchine. Nel nostro Paese ci sono, mediamente, approdi per grandi unità da diporto ogni 50 miglia, quando la Francia ha invece porticcioli turistici ogni cinque miglia. “La Puglia si candida a diventare prima meta italiana per questo tipo di imbarcazioni”, ha detto il governatore regionale Michele Emiliano. “Siamo una delle mete preferite dai turisti di tutto il mondo - ha aggiunto - compresi quei pochi che possono permettersi di spendere cifre faraoniche per una vacanza”. Ma il gioco vale la candela? Probabilmente sì, visto che ogni passeggero di un mega yatch spende fino a cinquemila euro al giorno nella città dove la barca resta ormeggiata.
I commenti dei lettori