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Nautico, la super-società prende forma / RETROSCENA

Genova - La proposta lanciata mercoledì dalla società Amico & Co. di trasformare Genova in un maxi-polo delle riparazioni agli yacht, entrando nella gestione della Darsena nautica e affittando il piano terra del padiglione Nouvel, non è un grido nelle aree deserte della Fiera

Alberto Quarati
2 minuti di lettura

Genova - La proposta lanciata mercoledì dalla società Amico & Co. di trasformare Genova in un maxi-polo delle riparazioni agli yacht, entrando nella gestione della Darsena nautica e affittando il piano terra del padiglione Nouvel, non è - come potrebbe sembrare in apparenza - un grido nelle aree deserte della Fiera di Genova.

Intorno a quel compendio, in queste settimane c’è in realtà un giro di riunioni tra enti pubblici, associazioni, soggetti privati. L’obiettivo è trovare la quadra per rilanciare non solo il Salone nautico (quella che è sempre stata la più importante esibizione del settore), ma anche l’intero quartiere espositivo (la società Fiera è in liquidazione), la Darsena incompiuta, il padiglione dell’archistar Jean Nouvel voluto in un momento di grandeur dell’amministrazione locale e ora moloch mangia-soldi al centro del nulla.

Mentre la sfida del Blue Print non è ancora cominciata, si sta delineando uno schema per il rilancio della Darsena e del Salone. Da quello che sinora emerge dalla trattativa tra Comune, Regione, Camera di Commercio e Ucina, sembrerebbe tramontata l’ipotesi della newco 60% pubblica-40% privata.

Più plausibile invece che si decida un rimodellamento di Marina Fiera SpA, società nata nel 2010, partecipata da Fiera all’82% e da Ucina al 18% con lo scopo di gestire l’allora nuova Darsena Nautica, da non confondere con Marina Fiera di Genova, ex concessionario della Marina Uno, cioè la parte più vecchia del porticciolo antistante gli spazi della Fiera, ultimata nell’88, incorporata in Fiera di Genova a marzo 2016.

Marina Fiera SpA sarebbe ricapitalizzata con la liquidazione delle quote di Fiera (Comune-Città Metropolitana 52,12%, Regione Liguria-Filse con il 26,02%, Camera di Commercio con il 16,38% e Autorità portuale con il 2,47% che però sono 10 anni che deve dismettere queste quote). In Marina Fiera rimarrebbe Ucina, con quote ancora da stabilire (l’ipotesi potrebbe essere 51%-49% in favore degli enti pubblici). Tra Ucina e Nautica Italiana (l’associazione dei big fuoriusciti dalla Confindustria nautica) sarebbe in via di perfezionamento un patto che prevede la partecipazione di Nautica al Salone, e contestualmente il sostegno di Ucina a un evento primaverile di Nautica Italiana, nel Tigullio oppure a Viareggio.

A fine dicembre scade la concessione de I Saloni Nautici (100% Ucina) sulla Darsena. L’Autorità di sistema portuale potrebbe riassegnare in via temporanea la concessione a Marina Fiera SpA, che in tre-quattro mesi avvierebbe le pratiche per un invito a presentare manifestazione di interesse da parte di soggetti interessati a una subconcessione: spazio quindi ad Amico, ma anche all’imprenditore Giglio (come anticipato dal Secolo XIX), o altri soggetti pronti a investire soldi e a credere in Genova. Sotto regia pubblica e cappello confindustriale. Tutti attendono il nuovo presidente della Adsp, Paolo Signorini, per rilanciare la Genova più blu.

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