Fiera di Genova, sindacati contro la newco
Genova - «Si vuol creare una scatola vuota per dare il contentino, ad esempio a Ucina e a qualche politico trombato, facendo ricadere il conto sulla comunità?», chiede la Uil di Genova.
Genova - No alla costituzione di una newco, una nuova società, per portare avanti le attività e ricollocare il personale di Fiera di Genova in liquidazione. È la posizione della Uil di Genova e della Liguria e della Uiltucs che contestano l’ipotesi di cui stanno discutendo in queste settimane i soci di Fiera, cioè Regione Liguria, Comune di Genova e Camera di commercio - una nuova spa pubblico-privata - e ripropongono invece il passaggio alla Porto Antico spa, ma a patto che assuma anche tutti i dipendenti. «Se mai quella della newco fosse la strada per salvare le attività di Fiera e i suoi attuali dipendenti - scrivono Massimo Ghini, segretario della Uil di Genova e della Liguria e Riccardo Serri, segretario generale Uiltucs Liguria - qualcuno dovrebbe spiegare ai cittadini come, in un momento storico in cui tutti dicono che bisogna razionalizzare si possa pensare di creare un nuovo contenitore e non utilizzare quelli esistenti».
Ad esempio Porto Antico. «È una società partecipata da tutti i soci attualmente presenti in Fiera (tranne la Regione, ndr) - dicono Ghini e Serri -. Negli ultimi tempi ha iniziato a gestire alcuni eventi che prima si svolgevano negli spazi fieristici senza prendersi in carico nessun dipendente. Un dubbio ci assale. Non è che da un lato qualcuno, magari Porto Antico vuol prendere da Fiera il buono senza nessun onere, e dall’altro si vuol creare una scatola vuota per dare il contentino, ad esempio a Ucina e a qualche politico trombato, facendo ricadere il conto sulla comunità?». La Uil chiede invece che la gestione delle attività passi a Porto Antico ma «deve prendere in carico tutti i dipendenti rimasti».
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