Dopo la crisi, l’industria nautica festeggia / L’ANALISI
Genova - Più che una ripresa è un ritorno. A sei anni fa. La nautica italiana per il secondo anno consecutivo cresce in fatturato, persino meglio delle previsioni. Eppure l’incremento è servito, per ora, solamente a tappare l’enorme depressione che la crisi aveva prodotto nel settore
Si. Gal.
Genova - Più che una ripresa è un ritorno. A sei anni fa. La nautica italiana per il secondo anno consecutivo cresce in fatturato, persino meglio delle previsioni. Eppure l’incremento è servito, per ora, solamente a tappare l’enorme depressione che la crisi aveva prodotto nel settore: da quel 2011, come gli operatori amano ripetere, in cui il governo di Mario Monti aveva tagliato ogni velleità di rincorsa della nautica. L’Italia, rispetto ai concorrenti stranieri, gode così della ripresa con due anni di ritardo rispetto agli altri mercati. Il vento ora ha cominciato di nuovo a soffiare sulle vele del settore. E anche se il margine di incertezza esiste, ma è quantificato in due punti, anche il 2017 chiuderà in positivo, intorno al +18%. Questo sarà l’anno in cui finalmente il settore potrà schiodarsi da quei 2,5 miliardi di dollari di valore totale a cui si guarda da troppo tempo: il peso economico è limitato, ma il valore dell’immagine – per il made in Italy – è decisamente superiore. E questa volta sembra che sia davvero tutto oro quello che luccica, soprattutto in casa nostra, dopo che Ucina ha diffuso i primi numeri: la progressione del leasing è notevole. Significa che il mercato interno ha ripreso a viaggiare: +17% nel 2015, +13% l’anno scorso e +9% nei primi cinque mesi di quest’anno, secondo i dati di Assilea. L’export delle sole unità vale sempre 1,9 miliardi di dollari ed è in crescita, ma non con i valori del mercato italiano. Il terzo dato positivo è che l’iniezione di fiducia è arrivata per tutta la filiera. Gli ormeggi ad esempio, sono cresciuti del 4,5% ed è un fattore che gli analisti prendono seriamente in considerazione per capire lo stato di salute della nautica. Per tutti questi motivi il 2016 che chiuderà a +18%, non si può considerare più un fuoco di paglia. E le presenze in aumento al Salone Nautico di settembre coincidono con il clima positivo che si respira intorno a Ucina. La lunga depressione da cui sta uscendo la nautica, produce però due effetti: il rischio di una gioia smodata dopo tanta crisi e il pericolo di non accorgersi che questa ripresa alla fine non ha fatto altro che riportare l’asticella indietro di sei anni. Il vento si è alzato, ma ora si spera possa soffiare più forte.
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