Industria degli yacht, diaspora finita

Dopo cinque anni i big dissidenti tornano nell’Ucina, che però cambierà nome. Oggi e domani le assemblee associative, nasce "Confindustria Nautica"

di Matteo Dell'Antico

Genova - Tutto in due giorni, salvo imprevisti e clamorosi colpi di scena. Le aziende italiane della nautica, dopo la frattura del 2015, sono pronte a tornare tutte assieme sotto un’unica associazione. Oggi, a Milano, si riuniranno i soci di Nautica Italiana, la realtà nata per volontà di alcuni grandi marchi del settore fuoriusciti da Ucina. Secondo quanto risulta a Il Secolo XIX-the MediTelegraph, i soci sono stati convocati dal presidente Lamberto Tacoli per votare lo scioglimento dell’associazione finalizzato alla nascita della nuova realtà associativa che si chiamerà Confindustria Nautica.

Domani, invece, sarà la volta dei soci di Ucina che si riuniranno a Genova: quest’ultimi dovranno votare una novazione interna che prevede la modifica del nome dell’associazione e dello statuto. I soci di Nautica Italiana, in caso di parere favorevole delle due assemblee, avranno tempo fino al 31 gennaio del prossimo anno per entrare a far parte della nuova associazione che, per via dell’attuale affiliazione di Ucina a Confindustria, potrà vantare fin da subito l’appartenenza all’associazione di viale dell'Astronomia.

Sino a giugno 2020, l’attuale presidente di Ucina Saverio Cecchi, resterà al comando della nuova realtà mentre il suo vice sarà Lamberto Tacoli: i primi sei mesi del prossimi anno serviranno anche per integrare le strutture delle due associazioni che avranno un periodo di prova per pianificare l’attività e programmare il lavoro.

UN MANAGER ALLA PRESIDENZA
Il primo presidente della nuova associazione, che verrà eletto a giugno, potrebbe essere un manager estraneo al settore della nautica e non un imprenditore del settore. L’idea, nei prossimi mesi, potrebbe avere il via libera sia dai vertici di Ucina e di Nautica Italiana proprio per evitare che il nuovo numero uno del sodalizio possa essere accostato a una delle due associazioni.

Nel frattempo, sia oggi che domani, dalle due assemblee dovrebbe arrivare il via libera all’operazione. Questa mattina, nonostante la recente uscita dall’associazione del gruppo Azimut-Benetti, i soci di Nautica Italiana dovrebbero approvare lo scioglimento visto anche il forte peso di voto che hanno alcuni grandi marchi del settore, a partire dal gruppo Ferretti.

Non ci dovrebbero essere sorprese neppure domani, a Genova, quando le aziende rappresentate da Ucina dovrebbero votare a larga maggioranza il cambiamento. La nuova associazione, al suo interno, avrà anche la società “I Saloni Nautici”, realtà oggi al 100% di Ucina che ha il compito di organizzare il Salone Nautico di Genova.

La realtà che sta per nascere avrà nel suo programma la centralità della kermesse che si volge nel capoluogo ligure mentre pare quasi inevitabile che le aziende fuoriuscite da Ucina nel 2015 decidano di non organizzare più, dal 2021, la manifestazione Versilia Yachting Rendez-Vous, in Toscana. Tra i piani della nuova associazione potrebbe esserci pure l’organizzazione di un nuovo evento nautico, in primavera, da pianificare nel capoluogo ligure e nel Tigullio.

GRANDI YACHT, ITALIA AL PRIMO POSTO
Ancora una volta il made in Italy conferma e rilancia il suo ruolo indiscusso di eccellenza a livello mondiale nella produzione di yacht sopra i 24 metri (e Azimut Benetti primo costruttore del settore per il 20esimo anno di fila).

Ad accendere i fari sul primato italiano è il Global Order Book 2020, classifica certificata dell’andamento del mercato internazionale di mega yacht. Tra i Paesi costruttori, l’industria cantieristica italiana è al top, con 268 super yacht in costruzione nel 2019 su un totale di 621 a livello globale. L’Italia guida la graduatoria davanti alla Turchia, che guadagna due posizioni rispetto al 2019 con 77 unità, e ai Paesi Bassi, che scendono dal secondo al terzo gradino del podio, con 68 unità.

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