Barche a noleggio, attività crollata dell’80%

Genova - Massimiliano Pesto aspetta l’estate tutto l’anno. Quest’anno non vede l’ora che finisca. L’imprenditore dirige l’agenzia marittima del gruppo di famiglia, che ha il suo approdo più prestigioso a Portofino dove «l’attività è quasi azzerata», gli approdi sono deserti. L’agenzia dei Pesto si occupa di servizi per mega yacht, da 50 metri in su

di Francesco Margiocco

Genova - Massimiliano Pesto aspetta l’estate tutto l’anno. Quest’anno non vede l’ora che finisca. L’imprenditore dirige l’agenzia marittima del gruppo di famiglia, che ha il suo approdo più prestigioso a Portofino dove «l’attività è quasi azzerata», gli approdi sono deserti. L’agenzia dei Pesto si occupa di servizi per mega yacht, da 50 metri in su. La crisi, però, riguarda anche i più piccoli: «Il 90% delle piccole imprese che fanno charter è sull’orlo del fallimento», dice il vice-presidente di Assonautica, Marino Masiero.

Il charter, che è il noleggio di imbarcazioni con equipaggio, conta in Italia tra le 18 mila e le 20 mila barche e circa 6.000 imprese: «Molte di loro sono piccolissime, con flotte di una, tre o cinque barche, e sono disperate», dice Masiero. «Dall’anno scorso il settore ha perso l’80% di attività».

LA ZAVORRA DEL LEASING
Giovanni Panaccione, che a Salerno dirige il Consorzio Salerno Charter, con 22 barche, vede orizzonti migliori. «Nel 2021 avremo una ripresa. Per chi ci sarà». Ora, anche per lui, il vento soffia contrario. «Le nostre barche, noi come tutte le aziende del settore, le compriamo in leasing. Ogni mese paghiamo 50-60 mila euro di rate. Se il turismo si ferma, siamo perduti».

Il turismo si è fermato, perché è in prevalenza straniero. Panaccione tratta barche a vela, monocarena e catamarani, e fattura «all’85% con clienti dall’estero». Clienti ricchi, che spendono. Assonautica stima che ogni euro investito nella nautica ne generi altri otto. Considerato che il fatturato diretto del settore, in Italia, è di cinque miliardi l’anno, il suo indotto vale 40 miliardi.

EFFETTO MOLTIPLICATORE
«Nessun settore al mondo ha un moltiplicatore economico come quello della nautica», ricordava il 23 maggio il presidente di Assonautica, Alfredo Malcarne, nella sua audizione davanti alla commissione Colao. Assonautica, che è la struttura delle Camere di commercio per la nautica da diporto e l’economia del mare, ha avanzato ai consulenti del governo diverse richieste.

Come una moratoria sul leasing fino al settembre 2021. «Su questo devono ancora risponderci», fa sapere Masiero. «In questo periodo, di solito, ho tutto prenotato fino a settembre. Oggi invece ho le barche ferme in cantiere. Non sono nemmeno scese in acqua», è la sintesi di Luigi Salsano, un altro imprenditore della costiera amalfitana, che con le sue società Gisalnautica e Luxury Yacht Solutions gestisce barche a motore dai 10 ai 30 metri per clienti in gran parte americani e russi. Le barche hanno bisogno di continua manutenzione: «Leasing a parte, il 50% delle spese di gestione di una barca sono spese di manutenzione», spiega Mauro Durini, fondatore e amministratore delegato di una società, Mautica, che noleggia, vende e gestisce imbarcazioni tra Abruzzo, Molise e Puglia.

Aziende come la sua, o come l’agenzia dei Pesto, si reggono anche su quest’attività: se la barca ha bisogno di una riparazione, trovano un cantiere, se la moquette è danneggiata, la cambiano; poi si occupano della cambusa, di trovare un appartamento all’equipaggio, di gestire i rapporti con dogana e polizia di frontiera.

A tutto questo lavoro, fonte di reddito, si aggiungono le spese dei vacanzieri degli yacht in ristoranti, vestiti, regali e souvenir. Marino Masiero, che amministra due porti turistici, in Veneto e in Puglia, racconta di aver «visto miei clienti riempire un camion di regali e spedirlo a casa. Un camion». Quei turisti, quest’estate, non verranno.

IL NODO DELL'IVA
Il nodo dell’Iva Durini si consola. «Abbiamo perso i mesi di aprile e maggio, ma ora le cose vanno meglio». Anche Giuseppe Danese vede il bicchiere mezzo pieno: «Il crollo degli stranieri è in parte compensato da un ritorno in mare degli italiani». Danese gestisce due cantieri per la riparazione di yacht e super yacht a Brindisi.

Di norma deve convivere con la concorrenza della Grecia. Quest’anno, vista la situazione, il suo concorrente gli fa meno paura. È una situazione momentanea. Passata la pandemia, la concorrenza greca, e croata, e francese, torneranno. Sul noleggio delle barche, Francia e Croazia applicano un’Iva del 10%, la Grecia, addirittura, nessuna Iva.

In Italia, invece, l’Iva è al 22%. Per Confindustria nautica, l’associazione dei costruttori e delle imprese del diporto, lo considera un ottimo modo per «mettere in crisi il turismo nautico» e, in una nota stampa di due giorni fa, paventa la «chiusura di centinaia di aziende nautica e dell’indotto o al loro trasferimento all’estero».

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