Nautica, Rapallo vuole il porticciolo “più bello del Mediterraneo”
Il sindaco Carlo Bagnasco, all’ultimo anno di governo della città dopo due mandati, ne è sempre sicuro: “Ho visto il rendering del nuovo porto e il brand che stanno elaborando per simboleggiarlo. Tutto sarà eccezionale”
di Simone Rosellini
Il rendering del nuovo porto di Rapallo
Rapallo – Si era partiti con un accordo a inizio 2021, in cui il Comune doveva essere certo di venire manlevato dai danni patiti dagli armatori nella mareggiata di tre anni prima: 400 yacht affondati o sbattuti dalla furia delle onde sulla passeggiata a mare, una diga paraonde sbriciolata e da ricostruire. Si vuole arrivare al «porto più bello del Mediterraneo».
Il sindaco Carlo Bagnasco, all’ultimo anno di governo della città dopo due mandati, ne è sempre sicuro: «Ho visto il rendering del nuovo porto e il brand che stanno elaborando per simboleggiarlo. Tutto sarà eccezionale. Sono molto orgoglioso e ho una gran voglia di rivederlo aperto, con le barche all’interno». Lo scorso febbraio, è arrivato il collaudo statico che certifica come la nuova diga, che raggiunge i sette metri di altezza, sia stata eseguita a regola d’arte, con una massicciata formata da ben 200 mila tonnellate di scogli, di cui 180 mila nuovi, e 1.600 tetrapodi da 20 tonnellate l’uno. Adesso, i lavori proseguono e, a breve, in consiglio comunale deve arrivare un rinnovo dell’atto suppletivo con il quale, dopo la mareggiata, è stata confermata la concessione del porto “Carlo Riva” alla società Porto Turistico Internazionale di Rapallo, supportata, però, da un garante solidissimo: l’imprenditore Davide Bizzi, con la sua “Bizzi & Partners”. La concessione risale al 1971, quando fu rilasciata proprio a Carlo Riva, e, al momento, è valida sino al 2056. Come il fondatore, uomo che ha fatto la storia del design e dell’industria nautica italiana, anche Bizzi, tra i numeri uno mondiali nel real estate, ha voluto pensare ad un porto assolutamente all’avanguardia. Sono completati i moli est e sud.
Si lavora sul Molo Langano, dove la vecchia torretta direzionale a tre piani è stata abbattuta e, con gli stessi volumi, gli uffici della società di gestione vengono ricostruiti su due piani, terra e primo, con la previsione di ampie vetrate affacciate sullo specchio acqueo. Qui, potranno ormeggiare circa 250 imbarcazioni, dislocate all’interno dei due pontili protetti dai tre moli: qualcuna in meno rispetto al passato, ma si punta ad avere lo spazio per gli yacht più grandi, anche sino a 60 metri, che garantiscono il maggiore indotto.
Sono sette, sulla parte esterna dei moli, gli ormeggi ridisegnati per dare spazio alle imbarcazioni più grandi. Il lato a monte del porto, dalla vecchia torretta dello Yacht Club sino a confluire in quello pubblico, rimane quello delle attività commerciali, in un’area da circa 1.200 metri quadrati che è in fase di ricostruzione. Sinora, il gestore non ha annunciato quali attività apriranno e non c’è nemmeno la conferma del ventilato arrivo di un punto vendita Esselunga a servizio dei diportisti. Si parla con certezza di retail e di food & beverage di alto livello.
«Sappiamo che sarà un porto aperto alla città, pur nel rispetto della privacy dei diportisti – dice Bagnasco – La larghezza dei marciapiedi invoglierà ad entrare e raggiungere i locali». Una quarantina di dipendenti diretti previsti, un centinaio con l’indotto.
I commenti dei lettori