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Non solo barche e cantieri: il Salone di Genova è sempre più hi-tech e innovazione

Il Salone Nautico di Genova ha anche alzato il tiro e acceso i riflettori su tecnologie destinate a sfondare il muro del comparto

Giancarlo M. Caldon
2 minuti di lettura

Il Salone Nautico 2024

 

Continua a chiamarsi Salone Nautico, ma potrebbe sdoppiare la sua denominazione il Salone della tecnologia per il mare. Mai come quest’anno il Salone di Genova, che ha appena chiuso i battenti si è contraddistinto per la presenza di progetti, di start up e di innovazioni tecnologiche, prioritariamente indirizzare all’industria nautica, ma con utilizzo esteso a settori differenti con una gamma di prodotti in modo evidente frutto di invenzione oltre che di progettazione.

E’ il caso del primo tapis per runner che ha una caratteristica distintiva unica: funziona solo sul mare. E’ in effetti una reinterpretazione del vecchio pattino che, anziché essere alimentato a pedali, trae la sua energia da un tapis posto sui galleggianti in grado di trasmettere l’energia cinetica a un mini-mulino immerso che consente all’imbarcazione di spostarsi.

Dall’innovazione più semplice, imbarcabile su yacht o utilizzabile in stabilimenti balneari e porti turistici, sino a quelle più’ complesse: come un sistema di piattaforme galleggianti in grado, assemblate l’una con l’altra come mattoncini della Lego, di assumere la forma di isole con tanto di ormeggio per grandi yacht, resi sicuri da un sistema di ancoraggio sul fondale marino. O ancora un sistema di barriere formate da bolle d’’aria (alimentate da una tubatura sommersa) in grado di ossigenare l’acqua, reindirizzare verso punti di smaltimento detriti e sedimenti, contenere eventuali idrocarburi e proteggere quindi l’habitat marino.

E sempre ai porti turistici si rivolge anche una innovativa piattaforma galleggiante non casualmente nominata Marina4all in grado di agevolare e quindi rendere fruibile la nautica anche per i portatori di handicap.

Ma il Salone di Genova ha anche alzato il tiro e acceso i riflettori su tecnologie destinate a sfondare il muro del comparto.

A fronte di un crescente rischio testimoniato di danni da incendio provocati dalle batterie al litio, il gruppo Volta ha presentato a Genova, un sistema innovativo di batterie al sodio in grado di garantire alla propulsione elettrica delle barche maggiore affidabilità e minori pericoli.

Ma nel catalogo del Salone hanno fatto la loro apparizione anche barche elettriche con l’immagine di un’auto anfibia e in grado, grazie a foil (alettoni del tipo di quelli usati da Luna Rossa e dalle altre barche dell’America Cup) di alzarsi e planare sul mare raggiungendo i 38 nodi di velocità anche con mare agitato.

Nell’high tech per la nautica, ha ormai fatto irruzione l’informatica: a Genova è stata presentata una stampante in 3D in grado di realizzare sofisticati componenti per rafforzare i pannelli in vetro-carbonio; ma anche una piattaforma su tablet e su telefonino in grado di realizzare la un sistema di manutenzione programmata dell’imbarcazione.

Tecnologia significa anche comfort, per utilizzatori delle imbarcazioni da diporto che cercano il comfort e talora sono impreparati a subire le scomodità dell’andar per mare: ispirato alla tecnologia aerospaziale è stato presentato al Salone un sistema innovativo “per cavalcare le onde” , ovvero un sistema avanzato per controllare beccheggio, rollio e imbardata, Seakeeper Ride è il primo e unico sistema di controllo dell’assetto della barca (Vessel Attitude Control System: Vacs). Elimina fino al 70% del beccheggio e del rollio in navigazione. I sensori Seakeeper Ride effettuano 1.000 diverse misurazioni e le sue pale rotanti brevettate effettuano 100 regolazioni al secondo per contrastare i movimenti delle onde. I controller Seakeeper Ride sono montati sullo specchio di poppa dell’imbarcazione, sotto la linea di galleggiamento. Utilizzando hardware e software di rilevamento inerziale brevettati e appositamente sviluppati, il sistema capisce come si comporta l’imbarcazione su tutti e tre gli assi e comanda il movimento dell’attuatore per contrastare beccheggio, rollio e imbardata. Una volta attivati, rialzano lo specchio di poppa, regolando istantaneamente l’assetto dell’imbarcazione.

Infine l’high tech approda anche nell’abbigliamento attraverso, anche in questo caso, l’utilizzo della tecnologia 3D. Massima protezione. È quello che assicurano la giacca e i pantaloni da vela MPX Impact Gore-TexProche. Presentati al Salone sono frutto di una tecnologia D3O della Musto che consente di“stampare”le protezioni su una rete che viene quindi saldata sulle zone dei gomiti e dei fianchi per attutire i colpi. La tecnologia D3O viene impiegata nelle situazioni più impegnative, dai caschi dei piloti di Formula 1ealle tute da dei campioni impegnati nel MotoGP. Ogni prodotto e materiale D3O nasce nel D3OLab di Londra, un centro di innovazione all’avanguardia.

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