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Ma il tema riguarda tutta Italia

Santanchè striglia la Liguria: “Posti barca indisponibili dopo le 19”

Nel giorno dell’arrivo del “Vespucci” a Genova non poteva mancare un momento dedicato alla nautica, col passaggio di testimone, sottolineato dal ministro del Turismo, Daniela Santanchè, tra due eventi che hanno visto e vedranno l’Italia ricoprire un ruolo centrale

di Alberto Quarati
2 minuti di lettura

La ministra del Turismo Daniela Santanchè e il presidente di Confindustria nautica, Piero Formenti

 (ansa)

Genova – Nel giorno dell’arrivo del “Vespucci” a Genova non poteva mancare un momento dedicato alla nautica, col passaggio di testimone, sottolineato dal ministro del Turismo, Daniela Santanchè, tra due eventi che hanno visto e vedranno l’Italia centrale: terminati infatti i due anni intorno al mondo del veliero della Marina militare, ora partono i preparativi per fare di Napoli il campo di sfida della Coppa America nel 2027. Nell’incontro organizzato da Confindustria Nautica il ministro ha però bacchettato i porticcioli della Liguria (22 mila posti barca: la regione più attrezzata in Italia) per via delle chiusure serali: «Mi è capitato durante una vacanza qui di dover chiedere di entrare alla sera in un porto con la barca, e mi è stato risposto che dopo le 19 non accettavano nessuno. Credo che dare un buon servizio significhi anche questo, e cioè almeno a luglio e agosto garantire l’opportunità ai diportisti di entrare nei porti anche nelle ore notturne» commenta Santanchè. Come ha evidenziato il presidente di Confindustria Nautica, Piero Formenti, il tema è nazionale: al netto di poche strutture, i porti turistici (gestiti da società private o miste pubblico-private, su concessione del Comune di appartenenza) in Italia generalmente alla sera e nelle ore notturne non fanno entrare le barche.

C’è un tema di regolamenti - la barca che si trova in difficoltà viene accolta, ma in genere l’apertura 24 ore su 24 non è consentita - ma c’è anche un tema economico, come sottolinea Roberto Perocchio, presidente di Assomarinas, l’associazione che riunisce i gestori di queste infrastrutture: «L’apertura H24 comporta un forte aumento dei costi, perché il turno degli ormeggiatori va raddoppiato o triplicato, per poter dare assistenza ai diportisti anche nelle ore notturne, quando la manovra tra l’altro è più complessa. Si tratta di un incremento di spesa annua di 200 mila euro circa. Nelle grandi strutture, penso ad esempio a quelle della Sardegna del Nord, questo servizio è disponibile perché sono in grado di reggere economicamente la spesa. Ma per la maggior parte delle strutture è molto più difficile, specie se pensiamo che il settore paga ancora gli effetti di anni di difficoltà economiche. Detto questo, abbiamo già recepito lo scorso anno le indicazioni del ministro, dando indicazione ai nostri associati di impegnarsi, ove è possibile, per l’apertura delle strutture nell’arco di tutte le 24 ore».

Sempre sul tema servizi, su assist del governatore regionale Marco Bucci, che chiede più boe per la sosta anche notturna in rada (non solo dove questo è di competenza della Regione stessa, ma anche nei Parchi naturali) Santanchè propone una società per la raccolta dei rifiuti in rada: piccole flotte che possano raccogliere la spazzatura prodotta dalle barche, molto spesso difficilmente trasferibile a terra se la barca non è in porto.

Due numeri sulla Coppa America a Napoli secondo l’ultimo studio della Luiss: si prevede un impatto economico complessivo di circa 690 milioni di euro, con un valore a lungo termine che potrebbe superare i 1,2 miliardi di euro.

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