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Piaggio Aerospace conferma lo “spezzatino”

Savona - Vertice nell’associazione industriali di Savona. Vaghi: «Con il gruppo cinese discussione aperta». Aumento di capitale più vicino, via libera alla cessione del ramo motori. La cautela dei sindacati.

Silvia Andreeto
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Savona - Entro la fine anno, Piaggio Aerospace procederà all’approvazione del Piano di ristrutturazione che prevede la tanto attesa ricapitalizzazione da parte della proprietà. È questo il primo dato positivo emerso dalla riunione, ieri pomeriggio, all’Unione Industriali di Savona tra azienda e organizzazioni sindacali di Genova e di Savona. Confermata anche la copertura del debito con le banche e l’intenzione dell’azienda di potenziare il settore legato al P180 Evo e il completamento e la consegna negli Emirati, entro il 2018, del P1HH, il drone a controllo remoto.

A fare storcere il naso alle parti sindacali sono però le modalità con cui l’azienda intende arrivare all’approvazione del Piano di ristrutturazione che confermano la linea già annunciata un anno fa e riproposta lo scorso luglio del Piano industriale, mirato allo spacchettamento di Piaggio. Cessione della parte motori e del settore di manutenzione civile di Genova Sestri. L’amministratore delegato di Piaggio Aerospace Renato Vaghi, infatti, ha confermato che, riguardo la parte motori, sta volgendo alla conclusione l’accordo commerciale con il Fondo tedesco Aurelius. Lo stesso Vaghi ha dichiarato che la trattativa con i cinesi per la cessione del P180, limitata solo alla proprietà intellettuale (e pertanto solo per la parte di progettazione) è ancora in fase di discussione. L’azienda ha sottolineato che lo sviluppo del P180 è uno dei punti principali del Piano industriale al di là della trattativa con la NewCo. E, comunque, anche in caso di cessione, le maestranze e quindi la produzione del P180 resterà a Villanova d’Albenga, senza alcune ripercussione sull’occupazione.

«La cessione della parte progettuale ai cinesi - sottolinea Piaggio Aerospace - potrà solo avere effetti positivi sul mercato del P180 che verrà ampliato ad una nazione importante come la Cina». Le organizzazioni sindacali hanno ribadito la necessità di sedersi, al più presto, al tavolo al ministero per discutere il Piano industriale e finanziario in maniera concreta, con documenti alla mano. «Non siamo entrati volutamente nel merito del Piano industriale - dice Lorenzo Ferraro, segretario della Fiom Cgil di Savona - in quanto attendiamo prima l’ufficializzazione, entro la fine dell’anno, della ricapitalizzazione che l’azienda ha annunciato vicino alla concretizzazione. È questo il passo decisivo per poi iniziare a discutere il nuovo Piano industriale che, sostanzialmente, è lo stesso già contestato in sede ministeriale un anno fa. Vedremo se quanto ci presenteranno sarà o meno condivisibile».

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