Stop anche alle crociere-avventura nell'Artico

Monfalcone - Anche le crociere di spedizione nell’Artico sono a forte rischio a causa dell’epidemia di coronavirus, nonostante la stagione inizi più o meno verso giugno

di Matteo Martinuzzi

Monfalcone - Anche le crociere di spedizione nell’Artico sono a forte rischio a causa dell’epidemia di coronavirus: nonostante la stagione inizi più o meno verso giugno, quello che sta succedendo a latitudini più basse sta preoccupando molto gli operatori del settore: «Noi e i nostri membri restiamo costantemente aggiornati rispetto ai luoghi in cui è stato segnalato il covid-19, e in particolare alle raccomandazioni dell'organizzazione mondiale della Sanità (Oms) e delle agenzie e autorità sanitarie governative» ha dichiarato Malik Milfeldt, portavoce dell' Association of Arctic Expedition Cruise Operators (Aeco).

I timori per la diffusione del virus hanno spinto il dipartimento di Stato degli Stati Uniti e i centri per il controllo e la prevenzione delle Malattie (Cdc), così come l’Health Canada, a rilasciare avvisi riguardo le possibilità elevate di contagio a bordo delle navi da crociera.Il virus può diffondersi rapidamente a bordo delle navi a causa dello stretto contatto tra i passeggeri, ha ricordato il Public Health Agency of Canada (Phac), che raccomanda ai canadesi di evitare tutti i viaggi in crociera a causa dell’epidemia in corso di covid-19.

L'allarme è scattato quando il Canada ha dovuto evacuare per via aerea 228 canadesi dalla nave da crociera "Grand Princess" che si trovavano a bordo quando quest’ultima è stata fermata in California a causa della scoperta di 21 persone infette tra passeggeri ed equipaggio. I reduci canadesi saranno ora messi in quarantena per 14 giorni in una base militare canadese a Trenton, in Ontario. Il Phac ha l'autorità per ispezionare tutte le navi che entrano nelle acque canadesi per prevenire l'introduzione e la diffusione di malattie trasmissibili in Canada. Questo in conformità con il Quarantine Act, che permette l’adozione di misure globali, inclusa la quarantena, se vi è un rischio significativo per la salute pubblica. Comunque fino ad aprile nessuna nave da crociera dovrebbe toccare il Canada. A seconda delle condizioni del ghiaccio, la stagione di navigazione nell'Artico canadese inizia di solito verso la fine di giugno, con un picco dei transiti tra agosto e settembre. Secondo le statistiche fornite dalla Guardia costiera canadese, nel 2019 un totale di 191 navi hanno attraversato le acque artiche del Canada, tra cui navi da crociera, navi mercantili, navi portarinfuse, imbarcazioni da diporto e rimorchiatori. Quindici navi da crociera che trasportavano un totale di 8.379 persone hanno effettuato un totale di 24 viaggi in questi mari freddi. Affrontare un focolaio di coronavirus causato dallo scalo di una nave da crociera nell'Artico porterebbe ulteriori problemi logistici e di salute pubblica, in particolare per le comunità locali degli Inuit. Infatti quest’ultimi sono potenzialmente a rischio molto più elevato di esposizione a tali epidemie a causa della mancanza cronica di infrastrutture di base, inclusa la mancanza di fognature e acqua corrente in molte località. Già in passato le comunità Inuit hanno subito gravi perdite a causa della mancanza di immunità a malattie come influenza e la tubercolosi. Secondo il Consiglio circumpolare Inuit (che rappresenta circa 180 mila persone che vivono tra Canada, Groenlandia, Russia e Alaska) «le condizioni di base che hanno contribuito alla nostra vulnerabilità in passato continuano ad esistere in troppe delle nostre realtà odierne, contribuendo a un'alta prevalenza di tubercolosi, infezioni respiratorie e ad una maggiore suscettibilità ad altri virus e malattie».

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