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Intelligenza artificiale nelle ispezioni ferroviarie, Italia all’avanguardia

Il robot ispettore Argo alla conquista di un mercato mondiale da 6 miliardi di euro

Alberto Ghiara
Aggiornato alle 1 minuto di lettura

Massimiliano Gabardi, ceo e fondatore di Next Generation Robotics

 

Genova – Un mercato mondiale da 6 miliardi di euro, tutto da costruire. È quello delle ispezioni automatizzate dei sottocassa dei treni, un settore molto specifico, ma nello stesso tempo una opportunità che una startup italiana, Next Generation Robotics (NGR), ha saputo inventare sotto la spinta della richiesta del mercato. E che potrebbe essere soltanto il primo passo di un’avventura imprenditoriale più ampia nel settore della robotica e dell’intelligenza artificiale. A dare gambe all’idea, la collaborazione con Trenitalia e un round di investimento da 4,5 milioni di euro, operazione guidata da Cdp Venture Capital Sgr attraverso il fondo Digital Transition Pnrr.

“Nel settore ferroviario - spiega Massimiliano Gabardi, ceo e fondatore di Next Generation Robotics - mancano molto digitalizzazione e automazione delle procedure. Le ispezioni visive avvengono manualmente: il treno viene posizionato sopra la fossa di ispezione dall’interno della quale l’operatore camminando verifica personalmente componenti, usure, guasti, marcatura dei bulloni. E questo avviene per tutti i treni in tutto il mondo”. NGR è uno spin-off della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. L’idea su cui lavora dal 2020 è un robot di nome Argo in grado di eseguire autonomamente l’ispezione dei sottocassa dei treni, ossia la parte inferiore che comprende sia la componentistica meccanica di sicurezza (freni, pinze e dischi) sia gli elementi relativi agli impianti, come connettori e tubazioni. Sono le parti che richiedono ispezioni e manutenzioni periodiche.

“Il robot - afferma Gabardi - rende non più necessaria la fossa e la presenza fisica. L’operatore lavora da remoto, in condizioni di maggiore sicurezza, e grazie ai sensori visivi ha anche una visione più dettagliata delle parti da ispezionare”. I dati raccolti vengono analizzati grazie a un algoritmo di intelligenza artificiale (Ai), che così viene progressivamente addestrato a migliorare e rendere ripetibili le analisi, anche in chiave di approccio predittivo. Questa parte, molto innovativa, è ancora in fase di sviluppo e manca di una normativa di riferimento. La responsabilità finale dell’ispezione è sempre in capo all’operatore che utilizza questo tool. Ma in futuro con una normativa adeguata si potrà arrivare a assunzioni di responsabilità in ambito safety anche per l’Ai.

La start-up, partita come realtà toscana, ha già acquisito dimensione europea, grazie a un accordo con Deutsche Bahn, e punta a diventare multinazionale. “A livello mondiale stimiamo che il valore di mercato delle sole ispezioni delle sottocasse sia di 6 miliardi di euro. Stiamo prendendo contatti coi mercati in India, Cina e Sud America, ma l’obiettivo è raggiungere tutti i paesi del mondo”.

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